«L’organo della Cattedrale di Trani, opera della ditta F.lli Ruffatti di Padova nei primi anni ’60, da diversi anni ormai necessitava di un radicale intervento di restauro. Oltre all’obsolescenza di alcuni componenti, e ad altre problematiche, risultava ormai compromesso ed irrecuperabile il sistema di trasmissione che era di tipo elettrico. Tale sistema, diffusissimo in quegli anni, si è rivelato nel tempo non idoneo per la costruzione di organi in località con le stesse caratteristiche climatiche delle città di mare come Trani» scrive Enrico Parente nell'articolo pubblicato sull'ultimo numero del nostro Giornale di Trani.
«Considerato tutto questo, e dopo aver comunque vagliato diversi preventivi per un radicale restauro dell'organo esistente, tutti inevitabilmente molto costosi a causa della vastità degli interventi necessari, si è ritenuto più vantaggioso far costruire un nuovo strumento con nuovi mantici, nuovi somieri, sostituendo il sistema di trasmissione con quello meccanico e realizzando una nuova cassa armonica con spazi e accessi, per le parti soggette a manutenzione, più comodi e razionali rispetto alla precedente, recuperando, tuttavia, tutte le canne di buona qualità del vecchio organo. Il nuovo strumento con un corpo fonico di circa 3000 canne, avrà una trasmissione meccanica servo-assistita con due consolle, una del tipo "a finestra", dotata di tre tastiere da 58 note e pedaliera concavo-parallela da 32 note, ubicata in posizione centrale sotto il corpo dell'organo, e l'altra, recuperata dal vecchio organo, movibile per consentire di suonare l'organo a distanza ubicando la consolle in diversi punti della Chiesa a seconda delle necessità delle Celebrazioni».
La realizzazione di quest’opera è stata affidata alla ditta "Zanin" del Cav. Francesco Zanin di Codroipo (UD), con la collaborazione del Maestro Francesco Di Lernia, organista di fama internazionale, titolare della cattedra di organo e attuale direttore del conservatorio "U. Giordano" di Foggia, per la progettazione della parte fonica e consulenza artistica e dell'architetto Enrico Parente per la progettazione architettonica. Tenaci sostenitori di quest'opera sono stati Mons. Savino Giannotti, vicario generale dell'Arcidiocesi, e don Giovanni Masciullo, presidente del Capitolo Cattedrale, con la stretta collaborazione di don Saverio Pellegrino e don Nicola Napolitano in qualità di responsabili dell'Ufficio Beni Culturali, e di don Mimmo De Toma , vicario territoriale e referente per la musica sacra.
L'opera, il cui importo è di poco inferiore ai 400.000 euro, è stata finanziata in parte dal Capitolo Cattedrale, in parte dai fondi raccolti durante alcuni concerti di beneficenza, ed in parte da oblazioni volontarie di fedeli artisticamente sensibili. «La ditta Zanin - continua Parente - rappresenta un'eccellenza italiana, una preziosissima e ormai rara realtà, quella dell'artigianato artistico. Mantiene la memoria e conserva tutte le tradizioni costruttive e foniche dell'organo italiano famoso ed apprezzato in tutto il mondo. Numerosi sono i suoi strumenti in Italia, e all'estero».
«In un periodo di crisi economica come quello in cui ci troviamo a vivere, risulta molto coraggioso investire in questo campo sia per chi ci lavora sia per chi commissiona l'opera, e queste persone vanno sostenute ed incoraggiate perché mantengono viva la nostra arte, l'arte italiana che fa parte della nostra storia e che ci ha sempre distinto in tutto il mondo. Non si deve aver paura di investire in questi campi perché nessun Paese al mondo, nessuna potenza economica potrà mai eguagliarci o portarci via la nostra arte, non esistono leggi di mercato che possano comprarla o condizionarla. Avere uno strumento del genere nella nostra città deve farci sentire orgogliosi e fieri perché potremo ascoltare nella nostra Cattedrale grandi musicisti sensibilizzando i nostri animi e arricchendo la nostra cultura».
foto concesse gentilmente da Francesco Paradiso
