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Differenziata, di Gregorio scettico: «Non si sperimenta, ma si fa per legge. E si sarebbe dovuta estendere a tutta Trani»

«La raccolta differenziata non si può sperimentare: va fatta per legge. Così, applicata su una sola porzione di territorio, non serve. Si sarebbe dovuti partire subito interessando tutta la città, anche perché, se non dovesse funzionare, sarà sempre possibile scaricare le colpe sui cittadini».

Così Michele di Gregorio, segretario provinciale dei Verdi, alla vigilia dell'avvio della raccolta differenziata porta a porta, che è partita oggi in una porzione del centro del territorio urbano di Trani e, precisamente, quella compresa tra via Aldo Moro, via Cavour, lungomare Chiarelli, via Tasselgardo.

Il più volte consigliere comunale del «Sole che ride» dà atto all'amministrazione comunale ed all’Amiu «dell'impegno con cui, almeno, abbiano voluto finalmente intraprendere il percorso della raccolta differenziata, ma - pone ancora in risalto -, in questo modo rischia di essere inefficace. Abbiamo spesso copiato tante cose dagli altri comuni: perché, allora, non ci siamo ispirati totalmente all'esperienza di Andria, dove, sebbene con tanti problemi ed anche molte spese, la raccolta differenziata è stata estesa subito a tutto il territorio? Perché si è speso così tanto per cose futili, mentre, invece, quei soldi adesso si sarebbero potuti realmente impegnare per dare un senso concreto a quest’operazione?».

Il sindaco, Gigi Riserbato, peraltro, aveva manifestato, proprio a proposito dell’avvio di tale progetto, il dubbio che i cittadini interessati potessero sbarazzarsi dei sacchetti dei rifiuti andandoli a conferire in cassonetti posizionati all'esterno del quadrilatero interessato «e, pertanto . sottolinea di Gregorio – se tale dubbio è persino del sindaco, questo la dice lunga sulla percezione che gli stessi amministratori hanno dell’eventuale successo o meno di tale iniziativa. Peraltro - prosegue e conclude l’esponente ecologista -, un maggiore successo, in ogni caso, si otterrebbe se, insieme con la disponibilità di buste e bidoncini per il servizio porta a porta, ci fossero gli incentivi che motiverebbero gli utenti a separare i rifiuti. In tal modo, infatti, avrebbero un risparmio sulla tariffa da pagare per il servizio rifiuti. Tutto questo non c’è e sono mancate, in tal senso, anche le convenzioni con i commercianti. Si rischia, insomma di spendere tanti soldi per ottenere risultati modesti rispetto a quello che una seria ed estesa raccolta differenziata produrrebbe».


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