La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con Giuseppe Zanardelli.
Già Strada Larga.
Dal civico 54 di via Statuti Marittimi a Piazza della Libertà. Dal 2000 è area pedonale. Questa strada sarebbe sorta nel '400 quando, dopo un lungo periodo di decadenza, si verificò la ripresa delle attività commerciali e industriali della città, che per il conseguente diffuso benessere, molte famiglie tranesi tra le più cospicue favorirono un nuovo sviluppo urbanistico costruendovi le loro case in questa zona. Per la sua larghezza rispetto alle viuzze dei vicini loci, fu un tempo chiamata Strada Larga e considerata quella più adatta ai carri che si portavano al porto. Poi, nel 1903 la variazione in via Zanardelli.
Giuseppe Zanardelli (Brescia, 1826 - Maderno, 1903), fu giurista e uomo politico.
Nel 1849, prese parte alle dieci giornate di Brescia. Fu Ministro dei Lavori Pubblici, degli Interni e di Grazia e Giustizia in diverse legislature. Durante quest'ultimo periodo, quale Ministro di Grazia e Giustizia, mantenne a Trani la Corte di Appello contesa da Bari.
Nel 1901 ebbe la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Fu a Trani in diverse occasioni. L'ultima volta fu nel 1903, poco prima di morire. A seguito di questa visita Zanardelli inviò al sindaco Adolfo Quercia un telegramma di ringraziamento, il cui testo iniziava con: "La ringrazio della ospitalità più volte largitami in codesta terra illustre per tradizioni giuridiche eminenti e per fede costante alla libertà..."
Il 31 dicembre 1903 il sindaco Adolfo Quercia, commemorando lo statista in una seduta del Consiglio Comunale, disse tra l'altro: "Patriotto, oratore, giureconsulto, legislatore. Egli è stata una delle maggiori e più geniali figure del nostro risorgimento, Di Giuseppe Zanardelli più direi con ragione che per l'Italia molto oprò col senno e con la mano, l'Italia meridionale non potrà mai dimenticare che Giuseppe Zanardelli, primo fra gli statisti italiani, si è seriamente preoccupato delle condizioni di queste province. Ora, Egli non è più, ma il lutto di tutta l'Italia accompagna all'ultima dimora la bara lacrimata del Grande Estinto, che vivrà immortale nelle sue opere e nei suoi scritti illuminati sempre dal triplice ideale della libertà, del progresso, della giustizia per tutti".
In quella stessa seduta, il Consiglio approvò "intitolarsi una delle vie della Città al nome di Giuseppe Zanardelli, e precisamente quella che ha nome Via Larga".
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