Per il momento non cambierà nulla, ma gli accorpamenti, in seno alla scuola dell'obbligo a Trani, sono sempre dietro l'angolo. La giunta comunale, infatti, ha deliberato di prendere atto della delibera di giunta regionale, dello scorso 7 novembre, relativa alle linee di indirizzo per il dimensionamento della rete scolastica e programmazione dell'offerta formativa per il biennio 2014 2015.
Secondo quanto si legge nel provvedimento, infatti, la popolazione scolastica di Trani, allo stato, ha una media di alunni superiore ai 900 per istituzione scolastica, che è quella minima prevista dalla vigente legge regionale.
Per l’esattezza, in totale a Trani ci sono 6365 alunni che, divisi per i sette istituti presenti (quattro dei quali di scuola elementare) porta ad un risultato medio di 905 alunni per plesso, un numero necessario sufficiente per mantenere lo «status quo».
In realtà, il problema non è del tutto superato. Infatti, mentre le scuole elementari hanno una popolazione scolastica più che rassicurante, con una media di oltre mille alunni per istituto, i problemi sono delle scuole medie: la Giustina Rocca ha 660 alunni; la Baldassarre 590; la Bovio-Palumbo 660. Tenendo conto del fatto che quest’ultima è già il frutto dell’accorpamento fra due precedenti scuole medie, quello che sembrerebbe in cantiere sarebbe la fusione «orizzontale» fra la Giustina Rocca e la Baldassarre. Al momento, però, tutti gli istituti proclamano e riaffermano la loro autonomia, insieme con lo stesso Comune di Trani, quantunque serva anche prepararsi all'eventualità di un cambiamento.
Se n'è parlato nei giorni scorsi nel corso di un incontro, tenutosi presso la sede tranese di via De Gemmis della Provincia di Barletta-Andria-Trani, cui hanno preso parte i dirigenti scolastici di tutti gli istituti di Trani, oltre al sindaco (nonché assessore alla pubblica istruzione), Gigi Riserbato, al vice sindaco, Giuseppe Di Marzio, ed ai vari rappresentanti sindacali per quanto riguarda il settore scuola.
Negli anni passati il problema degli accorpamenti aveva destato una gran mobilitazione all'interno del mondo della scuola e, soprattutto, fra le famiglie: si parlava di fusioni «verticali» e della realizzazione di istituti comprensivi che partissero dalla scuola elementare per arrivare a quella media, fondendoli. Poi sarebbe giunta la non costituzionalità della proposta per raffreddare ogni cosa.
Adesso, invece, mentre le scuole elementari manterranno l'autonomia, il problema che si profila all'orizzonte è quello dell’insufficienza numerica degli istituti della seconda parte della scuola dell'obbligo.
Alla fine, però, tutto questo porterebbe come miglior risultato la soppressione di una presidenza ed una segreteria: sarà il caso davvero di stravolgere vecchi e consolidati equilibri per ottenere un minimo risparmio sulla spesa pubblica?
