Ventiquattro ore dopo la giornata mondiale Onu contro la violenza sulle donne, il Liceo Classico F. De Sanctis ed il Liceo Psico Pedagogico hanno organizzato un'assemblea d'istituto su questo tema invitando esperti in materia e personalità di spicco, come la dott. ssa Mirella Conticelli, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Trani, impegnata in prima persona nelle recenti indagini sulla violenza carnale subita da una 14enne da un branco composto da una decina di individui.
Sul palco del Teatro Cinema Impero, di fianco ai rappresentanti dei due istituti (Isabella Bottalico, Leda Caiati, Erika Giannacchero, Michelangelo Pesce) sedevano: dott. Giuseppe Scandamarro, dott. ssa Roberta Schiralli, dott. ssa Daniela Mastromauro, Gero Giardina Commissario emerito della Polizia di Stato ed il sostituto procuratore Conticelli.
Un tema complicato da affrontare per gli stessi "addetti ai lavori" dinanzi ad una platea di ragazzi che si preparano a diventare gli uomini e le donne di domani e, seppur solo attraverso un post, assorbono giorno dopo giorno notizie di cronaca cruda e violenta. L'ultima, quella che ha colpito la vicina Molfetta: uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza appena 14enne. «Una violenza - come sottolinea la dott. ssa Conticelli - che poteva concludersi in tragedia. Se solo quella ragazza si fosse ribellata, avrebbe rischiato di perdere la vita. Ed ora, come rappresentante dello Stato, della Giustizia, e soprattutto come donna, mi chiedo invece come potrebbe recuperarla questa vita».
I "massimi sistemi" non stanno di certo fermi a guardare, come spesso certi messaggi o dichiarazioni pubbliche lasciano intendere, ma la Convenzione di Instanbul adottata dal Consiglio dei Ministri d'Europa nel 2011 non può fermare la mano dell'uomo che sta per colpire il volto di una donna. Si identifica nella Costituzione del Discorso di Calamandrei: un pezzo di carta, non ha vita, se la si getta per terra non si rialza, per renderla viva ha bisogno dell'impegno e della responsabilità di tutti.
Quando chi soffre situazioni di violenza tace entrano in gioco le associazioni o gli enti presenti sul campo come ad esempio il centro anti-violenza ed anti-stalinkg "Save" o il progetto "Donna e libera". La dott. ssa Schiralli, del Centro Save, ha "bacchettato" la stampa su un certo modo di fornire determinate notizie: «La violenza sulla donne è anche un problema culturale perché non si può "uccidere per amore". Leggete bene - esortava i ragazzi - in che modo vengono scritti gli articoli. Non è possibile giustificare in alcun modo la violenza, chi ama non uccide».
L'assemblea ha visto anche alcuni ragazzi protagonisti di performance artistiche tra live painting e reading letterari. I rappresentanti, fanno sapere tramite i social network, di essere contenti per il modo in cui si è affrontato l'argomento e per il dibattito che ne è scaturito, convinti possa essere il «mezzo più efficace per sensibilizzare ed affrontare queste problematiche» che, in qualche modo, toccano tutti.
d.d.
foto di Alessandra Valenziano
