Sospettato di avere scritto ed inviato a più destinatari una presunta lettera anonima, in cui si accusava di sindaco «di avere operato illegittimamente, anzi illecitamente nella procedura di nomina dei dirigenti comunali, circondandosi di persone chiacchierate e coltivando scomode amicizie», l'ex comandante della Polizia locale di Trani, Antonio Modugno, è stato prosciolto da ogni accusa.
Ad emanare l'ordinanza di archiviazione, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, Francesco Zecchilo, chiudendo definitivamente un procedimento nato il 23 ottobre 2012 da una denuncia-querela del sindaco, Gigi Riserbato, con le ipotesi di calunnia e diffamazione a mezzo stampa, aggravate dalla qualità di pubblico ufficiale. Il primo cittadino aveva anche prodotto opposizione alla richiesta di archiviazione già formulata, precedentemente, dal pubblico ministero Giuseppe Maralfa.
La lettera in questione era stata recapitata, il 24 luglio 2012, ad una numerosa serie di indirizzi, fra quali anche la casa dello stesso Modugno, nonché la sede della Polizia locale. Le indagini, che avevano puntato a ricostruire l'origine della missiva ed il suo autore, puntavano a dimostrare un’asserita responsabilità dell'attuale comandante della Polizia locale di Cisternino e Massafra.
In realtà, «nulla si è riuscito a ricavare dalle informazioni rese circa l'arrivo di quell’esposto preso la Polizia municipale di Trani – si legge nell’ordinanza del Gip - e nulla (sembra oltremodo evidente) si riuscirebbe a ricavare da ulteriori informazioni da parte di altri addetti agli stessi uffici, dal momento che sembra che quell’atto, calunnioso e diffamatorio, sia opportunamente arrivato per posta e non sappiamo neppure per quali mani sia transitato prima di essere protocollato. Gli elementi di conoscenza acquisiti – scrive Zecchillo - non sono univoci, nel senso che si prestano a plurime e disarticolanti interpretazioni logico-cognitive. È un processo fondato non su indizi, ma su sospetti, ed i sospetti - sottolinea il Gip -, in uno stato di diritto, non formano prova. Insomma – prosegue l’ordinanza di archiviazione in favore di Modugno - allo stato i sospetti dei quali si parla nella nota del Commissariato di pubblica sicurezza di Trani, lungi dal rappresentare indizi probatoriamente rilevanti, non possono che condurre all’archiviazione del procedimento, stante l’assoluta inidoneità degli elementi acquisiti delle indagini preliminari a sostenere l'accusa in giudizio».
A questo punto il dottor Modugno, difeso dall’avvocato Claudio Papagno, del Forot di Trani, fa sapere che, essendo stato assolto con formula pienamente assolutoria, documenterà le spese sostenute e ne chiederà l'integrale rimborso, così come previsto dalle vigenti normative di legge. Pertanto, i costi di tale procedimento potrebbero ricadere sulle tasche dei cittadini.
