«Le parole del sindaco rilasciate durante un’intervista con le quali afferma che il rifacimento di Piazza della Libertà "è un debito di riconoscenza alla Madonna per i fatti del 1448” mi lasciano alquanto perplesso. Che Trani debba avere riconoscimento per l'intervento prodigioso della Vergine è fuori dubbio ma questo sentimento deve essere vero e sincero e non deve prestarsi a spettacolarizzazioni di nessun tipo.
Non mi permetto di giudicare il sensus fidei di Luigi Nicola Riserbato. Non sarebbe giusto. Ogni cittadino, infatti, è libero di esprimere il proprio credo, qualsiasi esso sia, come meglio crede. C’è chi lo esprime con una preghiera, chi elargendo elemosine, chi facendo pellegrinaggi. Da cattolico trovo esagerato aver trovato una giustificazione così sacra per questioni così umane.
Un tempo per riconoscenza a questo evento si facevano digiuni anche attraverso esortazioni del primo cittadino come accadde, ad esempio, nel 1657 quando il sindaco Francesco de Cuneo raccomandò i tranesi di osservare un giorno di digiuno. Oggi, invece, il senso di devozione si dimostra col rifacimento di parte del marciapiede al costo di trentamila euro. Come è cambiato il mondo.
Credo, che il senso si riconoscenza verso Maria Santissima si sarebbe potuto esprimere con un messaggio indirizzato ai credenti tranesi invitandoli semplicemente a partecipare ai riti in programma avendo un pensiero per il dono fatto dalla Vergine nel 1448.
Ho trovato strumentale questa risposta anche perché se Maria Immacolata non avesse fatto alcun miracolo nel lontano 1448 noi tranesi ci saremmo dovuti tenere il marciapiede rotto?
Quindi per sensibilizzare l’amministrazione ad aggiustare marciapiedi e strade bisogna alzare monumenti o edicole votive alla Madonna? Ora capisco perché in Via Bari non si riparano da tempo tre buche divenute oggi tre crateri e in Corso don Luigi Sturzo il marciapiede è diventato un puzzle e in Piazza Kolbe e Dalla Chiesa non si riesce a fare alcun tipo di manutenzione.
Caro sindaco non utilizziamo il Sacro ed eventi prodigiosi scritti nella storia della nostra città per fare qualche inaugurazione in più e per tagliare qualche nastro in più altrimenti il suo senso di riconoscenza, che sono certo non manca in Luigi Nicola Riserbato in quanto uomo, si trasformerebbe in propaganda».
Vincenzo de Simola
Partito Democratico
