Un consiglio comunale monotematico sull’Amet e la presenza di rappresentanti dei lavoratori nel Cda. È quanto chiede la segreteria provinciale della Uiltec Uil, con riferimento allo sciopero di quattro ore (le prime quattro lavorative) indetto per la sola data del prossimo 16 dicembre dalle sigle aziendali del ramo elettrico.
Tuttavia, secondo quanto dichiara in una nota il segretario provinciale della Uiltec, Luigi Mesaroli, «lo sciopero ha motivazioni ben più importanti del mancato rispetto di un accordo economico (quello sul premio di risultato 2013, ndr). Infatti, per la prima volta, abbiamo partecipato ad un assemblea dei lavoratori di Amet ed abbiamo apprezzato un dibattito con elevato senso di responsabilità, che ha fatto emergere la grande preoccupazione sul futuro di questa azienda storica tranese».
Secondo Mesaroli, «la mancanza assoluta di un quadro strategico e di prospettive è la più grande preoccupazione dei lavoratori e di tutto il sindacato. Per questo chiediamo che vi sia un consiglio monotematico che affronti il tema delle prospettive dell’Amet, così che i cittadini, le imprese, le attività commerciali, i lavoratori comprendano quale siano le strategie ed i conseguenti piani industriali. Noi della Uiltec – fa sapere Mesaroli - siamo al fianco dei lavoratori dell’Amet, mentre l’amministrazione comunale chiarisca cosa intende fare, e lo faccia al più presto nelle sedi deputate».
La Uiltec, altresì, chiede chiarimenti «in merito alle responsabilità dell’Amet sul percorso di miglioramento viario dell’Andria-Trani». Il riferimento è allo spostamento della cabina primaria, che ancora non è partito e, di conseguenza, avrebbe bloccato i veri lavori di allargamento della provinciale.
L’appello al presidente del consiglio comunale ed ai capigruppo, in ogni caso, è «di attivarsi affinché sia definito un consiglio comunale monotematico sulle strategie di questa storica azienda tranese. Altresì, per noi – conclude Mesaroli -, sono maturi i tempi perché vi sia una presenza di rappresentanti dei lavoratori dell’Amet in seno al Cda, sia pure con compiti consultivi».
I sindacati che hanno proclamato lo sciopero, paiono irremovibili «per le assenze di strategie, mancanza di piano industriale dei vari Cda, l’evidente calo da diversi anni della redditività con conseguente perdita di esercizio, la mancanza di idonee managerialità e superficialità delle varie amministrazioni succedutesi».
Cgil, Cisl e Uil ritengono «che l’attuale situazione di crisi non consenta più né distrazioni, né rinvii, né scarichi di responsabilità o alibi di sorta. Lo stato di disordine totale che regna in questo Cda è stato palese lo scorso 3 dicembre, nell’incontro in cui si è constatata la latitanza del presidente e del Collegio dei revisori, che pure avevano richiesto l’incontro stesso».
