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Trani, «9 dicembre» in pillole. Un riassunto di quanto accaduto in città e nei dintorni nei primi tre giorni di "protesta"

Il clima non è ancora disteso e ci sono strascichi qui in città di quello che doveva essere il blocco generale dell'Italia, nei dintorni la situazione prosegue con qualche proroga e cerchiamo di trarre una sintesi di quanto accaduto.

9 dicembre. Non è un movimento, o per lo meno non lo era, era solo un appuntamento che alcuni italiani si sono dati su Facebook per fermare l'Italia. Tra quelli che hanno sponsorizzato in massa l'evento troviamo gli autotrasportatori (già protagonisti lo scorso 12 gennaio 2012 di una protesta tra Trani ed Andria; la degenerazione anche in quel caso portò a quattro arresti) ed i "Forconi", movimento siciliano che hanno tanto di pagina ufficiale: tra le note è possibile ritrovare persino lo statuto del movimento.

Psicosi benzina e banda della frutta. L'evento di lunedì mattina viene percepito soprattutto dai cittadini in cerca di benzina, rimbalzati da un distributore all'altro ed in coda per fare rifornimento. In nottata alcuni tir avevano già bloccato la ex statale 98. Dalle 9 in poi girerà una ronda in città: venditori ortofrutticoli in trasferta (da Andria e Barletta) che obbligano i colleghi tranesi alla chiusura con toni intimidatori. Si tende a raggiungere uno spirito di coesione con queste modalità.

Manifestanti tranesi. Mentre nelle principali piazze italiane cominciano già dal mattino una serie di proteste e manifestazioni (violente e non), a Trani il 9 dicembre prende piede dal pomeriggio un corteo che raggiunge diverse zone della città. Gli organizzatori faranno poi sapere che all'indomani (martedì 10) ci sarebbe stata la vera manifestazione per la quale si chiedeva ai tranesi di partecipare in massa e dare un grosso impatto partecipativo. Nei dintorni cominciano ad avvertirsi disagi per studenti, lavoratori e pendolari: bloccata la tratta ferroviaria del nord barese.

Mercato rimandato. Martedì mattina il mercato viene annullato definitivamente, complice la presenza dei manifestanti che da lì avrebbero fatto partire il corteo durato tutta la mattinata. La polizia di stato, coordinata direttamente dalla neo dirigente del commissariato Dagostino, ed i Carabinieri della Compagnia di Trani seguono il corteo che procede rumorosamente in città. Gli organizzatori chiedono ai tanti studenti che si sono accodati di mantenere uno stile civile, di non degenerare e talvolta sono costretti persino a "bacchettare" chi va fuori dalle righe. Il corteo si ferma dinanzi alle attività ancora aperte ed innalza cori sino alla chiusura.

Paura e rabbia tra i commercianti. In rete cominciano a girare notizie circa un gruppo di "fuoriusciti" che minaccia gli esercenti. Gli organizzatori si dissociano pubblicando un comunicato ed accade così in tutte le zone d'Italia dove i rappresentanti del Coordinamento 9 dicembre invitano i cittadini a denunciare atti di violenza.

Pomeriggio anarchico. La protesta non riparte, si ferma all'ora di pranzo e stenta a riprendere. Gli organizzatori: «Ci hanno lasciato in cinquanta ma entro venerdì saremo a Roma». Intanto nel pomeriggio va in scena un corteo incontrollato che non compie atti di violenza ma obbliga in ogni modo gli esercenti a spegnere e chiudere le attività. In serata un gruppetto prosegue con la goliardata e si conclude in via Malcangi. Bancali incendiati sulla 16bis ma la Polizia di stato libera subito la carreggiata. Ancora disagi sulla linea ferroviaria.

Divieti squadristi. La mattinata di mercoledì vede le aziende di via Andria e via Barletta chiudere i battenti dopo l'infiltrazione di due auto composte da una decina di uomini che intimano la chiusura. Gli stessi, si presume, hanno obbligato gli agricoltori ad abbandonare le campagne e tornare a casa. Bloccata l'uscita di Boccadoro per qualche ora.

Mercoledì niente scuola. I negozi riaprono e le banche e gli uffici postali non vengono toccati dalla protesta preannunciata nella serata di martedì. I manifestanti cedono il passo a meno di un centinaio di studenti, i quali prendono in eredità gli striscioni e si raccolgono in piazza prima di procedere verso il Comune dove chiedono a gran voce un incontro con il sindaco a ritmo di "Gigi esci fuori" (citiamo letteralmente) e lo ottengono. Dicono che la loro protesta proseguirà sino a venerdì per far capire che "Ci hanno tolto il futuro".

E adesso? Gli organizzato del "9 dicembre" non ci stanno: oggi, per decidere il da farsi, nuovo appuntamento in piazza della Repubblica alle ore 18. Il luogo ed il tempo del lavoro per antonomasia nella nostra città: spazio di inclusione tra "caporali" e braccianti agricoli. 

d.d.


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