«Mi chiamo Roberto Palmieri e sono un cittadino di Trani che non viene messo nella condizione di adempiere ai suoi doveri di contribuente. A tutt'oggi, 16 dicembre 2013, ore 11, non ho ancora ricevuto l'avviso di pagamento del tributo Tares, con annesso bollettino di versamento a saldo finale della terza rata per l'anno 2013».
Così inizia la lettera che il signor Palmieri ha protocollato lunedì al palazzo di città, e nella quale informa che effettuerà il dovuto pagamento «solo dopo avere ricevuto il necessario documento in oggetto. Se, in ipotesi - prosegue Palmieri - dovessi riceverlo in data odierna (ma il cittadino ci ha riferito che anche ieri, martedì 17, la sua cassetta della posta è rimasta deserta, ndr), è del tutto chiaro che non potrò fare il versamento oggi stesso, perché mi mancherebbe il tempo materiale di dare un’occhiata di controllo ad un documento tributario. Inoltre, l'ufficio postale sicuramente risulterebbe molto affollato per la clientela. E non intendo, pertanto, sottopormi a questa corsa frenetica per responsabilità non mia ma certamente, ma della pubblica amministrazione centrale e/o periferica: per me non fa differenza».
Ancora oggi, mercoledì 18 dicembre, alle 9, il signor Palmieri non ha ancora ricevuto l'avviso di pagamento. «Pertanto – aveva già scritto lunedì -, essendo costretto a saldare il debito tributario oltre l’inopportuno termine di scadenza, anticipato di quindici giorni rispetto a quella in precedenza comunicata del 31 dicembre, non dovrà essermi applicata alcuna indennità di mora. Sarà pure qualche euro in più, ma è una questione di principio, legalità, comportamento più corretto e rispettoso dei diritti dei cittadini contribuenti, sempre nell'orbita del rapporto fiduciario fra essi, la pubblica amministrazione e le istituzioni genere».
