Presso il Palazzo delle Arti “Beltrani” – Pinacoteca “Ivo Scaringi” è in corso, fino al 2 febbraio, la mostra dal titolo “La donazione di Matteo Masiello a Palazzo Beltrani. Nuove acquisizioni”, promossa dall’Amministrazione Comunale di Trani.
Matteo Masiello ha al suo attivo un’intensa attività espositiva che include tappe significative sia in Italia che all’estero (in particolare, in Russia, Stati Uniti, Cina, Israele, oltre che, naturalmente, in Europa). Le sue opere figurano in musei, edifici di culto, collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. L’esposizione a Palazzo Beltrani, curata da Lucia Rosa Pastore, intende celebrare l’artista e, nel contempo, sensibilizzare la comunità cittadina, destinataria del prezioso lascito, anche in considerazione del fatto che Matteo Masiello aveva già donato all’istituzione museale ben ventiquattro opere permanentemente esposte.
A questa cospicua raccolta vengono ora ad aggiungersi altri cinque dipinti ascrivibili a momenti diversi e di capitale importanza nel suo percorso creativo, a partire da La ricerca infinita (1989), esposto in diversi musei di tutto il mondo, dove Masiello campeggia al centro della composizione nell’atto di ascoltare due anziane donne, personificazione della esperienza e della saggezza, di cui la prima, rappresentata di profilo, con il corpo senile ben in evidenza – esplicito rimando, peraltro, alla fugacità del tempo - rivela suggestioni klimtiane. La natura effimera dell’esistenza umana si celebra nel dipinto di dimensioni monumentali e dal titolo, già di per sé esplicativo, Il passaggio (1993), stupefacente parata di personaggi riconducibili a diverse fasi della vita. L’attitudine alla resa articolata delle mimiche e dei gesti, associata all’attenta cura riservata ai dettagli descrittivi, si ritrova nella Crocifissione (1994) dove particolarmente stimolante si configura l’inserimento di una bambina che allude, nelle intenzioni dell’artista, alla cristianità nascente.
Nel nuovo lascito di Matteo Masiello a Palazzo Beltrani non poteva mancare un altro dipinto ulteriormente indicativo del suo orizzonte culturale; si allude a Omaggio a Kafka (1999) con l’esplicito rimando a Il processo, riproposizione inquietante dell’universo dell’assurdo mirabilmente descritto dallo scrittore ceco, molto amato dall’artista. Conclude la rassegna Il tempo di Alicante (2011), diario di viaggio della permanenza nella ridente cittadina spagnola della Costa Blanca, nei pressi di Figueres dove l’artista si era recato per studiare l’opera di Dalì e appassionata rievocazione, svolta sul filo della memoria, del suo curioso girovagare per il mondo.
