Il 2014 potrebbe essere l'ultimo anno di tante storiche province, ma anche della più giovane in assoluto, la Barletta Andria Trani. Dopo soli cinque anni di operatività, la provincia del nord barese chiuderebbe i battenti se anche il Senato dovesse approvare il disegno di legge che abolisce, o riforma questi enti in tutto il Paese.
E la proposta Delrio ha fatto infuriare, tra gli altri, anche il presidente della giunta provinciale, Francesco Ventola: «Quello che viene fuori da questo disegno di legge non è l'abolizione delle province – dichiara – e neanche una riduzione dei costi della politica, ma solo un aumentare gli enti con l'istituzione di diciotto città metropolitane. Tale numero è sproporzionato all’estensione del Paese, tenendo conto del fatto che la Germania, per esempio, ne ha solamente tre».
Secondo il capo dell’esecutivo della Bat, si andrebbe incontro ad un doppio scenario negativo. «Il primo risultato sarà che avremo un proliferare di unioni di comuni – prevede Ventola – che, comunque, avranno al loro interno giunte, presidenti e consigli. Il secondo sarà la moltiplicazione delle cosiddette “province ciambella” formate dalle città che non sceglieranno di entrare nelle aree metropolitane. Per esempio, se a Bari ci dovessero essere comuni che dovessero decidere di non partecipare alla città metropolitana, rimarrebbero provincia di Bari sotto altro nome: stiamo rasentando la pazzia».
Il disappunto di Ventola è anche legato all’apparente contraddizione fra questi scenari e le direttive stringenti che arriverebbero sulla spesa pubblica. «Tutto questo accade – dichiara - mentre sia la Corte dei conti, sia la Ragioneria dello Stato hanno dimostrato che questa legge porterebbe nell'immediato un aumento di quasi due miliardi di euro, ma ormai – afferma il presidente della Bat - è passata nell'immaginario collettivo l'idea che le province siano l'agnello sacrificale e che questa riforma la vogliano i cittadini. Alle persone, invece, sarebbe interessante chiedere cosa pensino realmente dei servizi che le province, a cominciare dalla nostra, rendono sul territorio ed in loro favore. Basterebbe, a questo proposito, diffondere i dati delle risposte rese dai cittadini, negli ultimi tre mesi, sul forum della pubblica amministrazione. La gente – conclude Ventola - ha bisogno delle riduzioni dei costi della politica, ma anche della certezza di un servizio piuttosto che un proliferare di centri di potere».
Sarà anche per questo motivo che la Bat, oggi stesso, darà una prima, e per certi versi clamorosa risposta a chi l’accusa di non servire a nulla: «Domani (oggi, ndr) – anticipa Ventola -, faremo la consegna sotto riserva di legge, all’impresa Matarese, dei lavori di allargamento dell’Andria-Trani. Infatti, se dovessimo attendere ancora tutte le pastoie burocratiche, non ne usciremmo più. Invece, ci assumiamo la responsabilità di consegnare il cantiere all'impresa perché inizi i lavori ed il contratto lo firmeremo più avanti, ma non consentiremo a nessuno di perdere nemmeno un centesimo di quegli interventi. Probabilmente – chiarisce il presidente -, serviranno ancora soldi per completare i lavori, perché il finanziamento gli espropri sono costati forse persino di più dei lavori stessi, ma noi dobbiamo iniziare ed abbiamo il sacrosanto dovere di farlo assumendocene la responsabilità davanti a qualsiasi tipo anche di autorità, anche quella giudiziaria qualora fosse indispensabile».
