L’amministrazione comunale corre contro il tempo per chiedere ed ottenere chiarimenti in merito alle difficoltà relative alla proroga del loro contratto di lavoro a tempo determinato. Il tavolo tecnico preannunciato dal sindaco, Gigi Riserbato, si è riunito ieri sera confermando e, anzi, in qualche modo accrescendo i timori che vi sono allo stato: la proroga «sic et simpliciter» del contratto, a partire dal primo gennaio, potrebbe non avere luogo perché non ve ne sono i presupposti di legge.
L’alternativa sarebbe un procedimento immediato di stabilizzazione che, però, non potrebbe comprendere tutti e sedici gli operatori: nel migliore dei casi, potrebbe riguardare non più di quattro o cinque di loro, in un complicato rapporto che si pone relazione con le recenti quiescenze sia preso il comando, sia preso il palazzo di città.
A questo punto si cercano, anche e soprattutto, pareri pro veritate di amministrativisti che pongano l'amministrazione comunale nella condizione di effettuare una proroga con adeguati fondamenti legislativi che non esponga alcuno al rischio di eventuali provvedimenti da parte dell'autorità contabile e/o giudiziaria.
Senza dimenticare il fatto che tre di questi sedici agenti sono stati beneficiari di sentenze del tribunale favorevoli alla conversione del loro posto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato e, pertanto, se finora non l’hanno fatto, adesso potrebbero chiedere il conto. E sarebbe molto salato.
Di sicuro, se il morale dei sedici agenti precari è sotto i tacchi, anche i colleghi a tempo indeterminato si trovano in una condizione di non minore disagio, soprattutto perché pare evidente che, senza questi operatori, la città sarebbe in preda ad uno stato di quasi anarchia, giacché 29 agenti (tanti ne resterebbero) non potrebbero in alcun modo controllarla nel migliore dei modi rendendo i servizi che adesso si possono prestare.
È per questo che queste sono le decisive per trovare una soluzione che vada bene per tutti e che, soprattutto salva il Natale di sedici famiglie che, improvvisamente, si apprestano a passare le feste in uno sconforto pressoché totale.
