"È Natale e noi non abbiamo la pace nel cuore". Comincia così l'appello, rilasciato su Facebook, dai familiari di Otello Bagli, ucciso quasi due mesi fa, lo scorso 29 ottobre, in piazza Vittime dell'11 settembre in circostanze tuttora oggetto d'indagine da parte del Commissariato di pubblica sicurezza, per conto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani.
La famiglia Bagli ha sempre respinto con decisione ogni illazione circa il presunto coinvolgimento del parente in ambienti della criminalità, anzi è certa del fatto che Otello sia ststo ucciso per sbaglio: "Quella sera Pino (così lo ricordano tuttora i suoi familiari ed amici, ndr) era lì per consegnare un computer riparato ad un amico e fu sicuramente scambiato per qualcun altro. Lui aveva fatto solo del bene a tante persone (era il presidente della cooperativa "Un amico per Trani", ndr) e nessuno avrebbe avuto motivi per ucciderlo".
Se così fosse, allora, quale sarebbe la pista? E, soprattutto, chi avrebbe premuto almeno quindici volte quel grilletto? Per una risposta a questi interrogativi, ecco l'appello di F.C., nipote di Bagli, sul social network: "Lo rivolgo a chiunque abbia assistito a quella sparatoria in cui ha perso la vita mio zio, che non c'entrava nulla. Chiediamo un aiuto, una lettera, qualsiasi cosa, anche indirizzata ad un giornale o al nostro avvocato in forma riservata. A Natale siamo tutti un po' più buoni e, allora, aiutateci a capire. Fatelo per due figli ed una mamma in pena ed in cerca di risposte".
