Dal 16 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014
La Maria del Porto ospita le opere dell’artista molfettese Raffaele Cappelluti. Dodici dipinti che ripercorrono il lavoro artistico di Raffaele degli anni 2008 e 2009. Le opere resteranno esposte dal 16 dicembre al 6 gennaio presso la sala eventi della libreria.
Nato a Molfetta nel 1953, Cappelluti ha frequentato sin dall’adolescenza gli ambienti artistici della sua città natale, come dimostra l’adesione nel 1970 al movimento «Artisti in convergenza», promosso dai pittori Addamiano e Grillo. Col passare degli anni egli ha lentamente messo a fuoco gli elementi costitutivi del suo universo pittorico, organizzandoli, tramite un paziente gioco combinatorio, in una sintassi compositiva essenziale e rigorosa. Le tappe essenziali del suo lungo e paziente tirocinio artistico sono state scandite da numerose esposizioni, tra cui segnaliamo quelle tenute a Napoli, Martina Franca, Bitonto e Trani. Le opere di Cappelluti sono tutte delle nature morte senza titolo, nelle quali egli esprime il suo delicato mondo interiore, pervaso da una tenue malinconia crepuscolare, dal desiderio di rievocare l’anima delle «buone cose di pessimo gusto» di gozzaniana memoria (una radio antica, una vecchia cornice, un candelabro) o di ripercorrere le fasi salienti della propria giovinezza tramite degli oggetti simbolici (un cavallo a dondolo, i libri di testo, le righe e le squadre, i pennelli e la tavolozza). Questo minimalismo estetico è funzionale all’individuazione di una «terza via» tra la metafisica di De Chirico e Carrà e la concretezza oggettuale di Morandi, passando per il realismo volumetrico e monumentale di Casorati: i semplici elementi che costituiscono il quadro si stagliano, straordinariamente carichi di essenze e fragranze, su sfondi dalle tinte calde e sfumate, evocando atmosfere morbide e delicate, d’altri tempi. E’ proprio in questa evocatività che risiede essenzialmente il fascino dell’opera di Cappelluti, che si distingue anche per la cura artigianale con cui vengono raffigurati i particolari e per la sapiente tecnica pittorica, capace di esprimere le caratteristiche materiche degli oggetti, dalla lucida levigatezza di un manico di violino alla polverosa consistenza di una carta da parati ingiallita. Queste scelte tecniche ed iconografiche denunciano con forte evidenza il desiderio di sottrarsi alla fascinazione della società dei consumi, che non viene negata polemicamente, ma semplicemente ignorata, poiché ad essa l’artista preferisce il mondo della propria infanzia, gelosamente custodito nel cuore, autentico in quanto è stato contemplato dallo sguardo vergine di un fanciullo, quel fanciullo che al mattino si affacciava alla finestra della casa sul porto per vedere i pescherecci che si allontanavano all’orizzonte. Cappelluti non è, quindi, un gretto passatista né un manieristico «laudator temporis acti»: la sua ricerca è tesa a mettere in evidenza quel che di antico e universale è nell’uomo, al di là delle forme esteriori in cui si concretizza un’epoca; alla stessa maniera, in futuro, un artista penserà con nostalgia alla sua «consolle» e al suo telefonino, poiché in essi riconoscerà, come altri prima di lui in oggetti del tutto diversi, i tratti morbidi e sempre sfuggenti della propria giovinezza.
Sabato 28 dicembre | ore 20
La Maria del porto ospita il giornalista Massimo Pillera per presentare il suo libro “Desktop” (edizioni Secop Start, 12 euro). Più che una presentazione sarà una chiacchierata tra amici per scopire e approfondire l’opera pubblicata dal giornalista tranese. Tanti gli ospiti a sorpresa.
Massimo Pillera, giornalista, ha vissuto in Svizzera dal ’94. Laureato in Filosofia morale ha scritto e scrive per diversi quotidiani e settimanali svizzeri ed italiani (Diario, il Caffè, St.G. Tagblatt, Der Bund, Comunità, L’Eco di Basilea). Dal 2000 al 2005 ha realizzato circa quaranta reportage e documentari per la RTSI, Televisione Svizzera di Lingua italiana, alcuni dei quali hanno ottenuto premi e riconoscimenti (La Genova di De Andrè, Trento città del volontariato, Salento officina del Mediterraneo). Autore insieme a René Scheu del saggio pubblicato a Vienna “über Berlusconi” – Turia-Kant 2003. Già direttore del settimanale di Zurigo “La Pagina” per oltre 10 anni, oggi scrive su il fattoquotidiano per il quale cura due blog: il suo personale ed FQ Zurigo. Il 22 luglio del 2013 è stato nominato Segretario Generale dell’UDIS.CH (Unione di Italiani e Svizzeri in Europa) che ha sede a Zurigo. Vive a Trani, dove nel 2012 ha fondato, diventandone il responsabile, l’emittente “glocale” Tele Trani sul canale 188 del digitale terrestre.”
Giovedì 23 gennaio | ore 20.30
Caro Walt Disney
di e con Filippo Carrozzo, collaborazione Artistica Bruno Stori, musiche del duo Schegge di legno
Dedicato a chi ha creduto nei sogni e a chi decide di fare cose belle nella vita. Ad una donna che decide di scrivere una lettera a Walt Disney, il più grande produttore di sogni per eccellenza. Dedicato alle cenerentole, che sognano il principe azzurro e che si svegliano per affrontare un’altra giornata di merda. I sogni si sa, all’alba scoppiano, come bolle di sapone. Caro Walt Disney è una fiaba nera, come la notte che respira e la senti quando ti stringe il cuore. E’ la richiesta di un risarcimento danni, per anni e anni in cui abbiamo creduto alle favole, quelle belle, quelle a lieto fine, quelle che si raccontano per tenere lontano il buio. C’è un uomo al centro della scena, e racconta la storia di una giovane donna. Spettacolo per adulti, accompagnato dalle musiche del duo Schegge di Legno, pone al centro la riflessione su tematiche attuali: la violenza sulle donne, il lavoro.