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Salvò dodici vite a Lampedusa: "L'Espresso" incorona uomo dell'anno un muratore di Trani

"Il muratore di Lampedusa", scelto come "uomo dell'anno 2013" da l'Espresso, è di Trani. Si chiama Costantino Baratta, si è sposato a Lampedusa e li vive e lavora.  

"La mattina del 3 ottobre - racconta il periodico - è uscito in barca. Ha avvistato in mare un gruppo di naufraghi eritrei. E ne ha salvati dodici". Il giornale gli dedica la copertina, condividendola "con tutti quelli che, come lui, non si tirano indietro".

Fabrizio Gatti, autore dell'articolo e di tante memorabili inchieste nel disagio, ci parla di questo 56enne carpentiere e della sua impresa da libro Cuore: "Inginocchiato su un piccolo scafo di cinque metri e mezzo, Costantino ha sollevato dall'acqua 11 ragazzi e una ragazza alla deriva nel mare piatto, ricoperto dai riflessi arcobaleno della nafta. Li ha afferrati dai pantaloni per tirarli a bordo come manichini stremati. E quando li ha trovati completamente nudi, si è aggrappato alla loro pelle unta di carburante fino ad adagiarli ai suoi piedi. Quei 12 profughi eritrei sono stati gli ultimi ripescati vivi dal naufragio del peschereccio che dalla Libia li aveva portati a poche centinaia di metri dalla scogliera di Cala Madonna. Un gesto che ha fermato il bilancio a 153 superstiti e 366 morti: uomini, donne e 16 bambini annegati per aver cercato scampo dal pugno di ferro del presidente Isaias Afewerki, dittatore africano e caro amico del governo italiano".

"L'Espresso ha voluto dedicare la copertina dell'anno a Costantino Baratta e, con lui, a tutti coloro che quella mattina, come tante altre mattine negli ultimi vent'anni, si sono ritrovati in mare: i lampedusani e i profughi, i soccorritori e i naufraghi, sopravvissuti e annegati, salvati e sommersi lungo questa prima linea d'Europa. Una linea che taglia in due Lampedusa. Di qua gli uomini, le donne, i bimbi nella loro e nostra essenza di esseri umani. Quel sentir comune che ci unisce come individui liberi. Che non fa differenza tra amici o nemici. Connazionali o stranieri. Cittadini o clandestini. Di là le menzogne che regolano le democrazie malate del nostro tempo. Sono le menzogne di cui siamo stati testimoni in questi mesi".


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