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Anche l'«uomo dell'anno» è disoccupato. Baratta: «Mai, però, smettere di sperare. Trani? La porto nel cuore»

“Ai miei concittadini auguro che ci sia sempre il lavoro, ma anche di non perdere mai la speranza. Adesso sono disoccupato anch’io, ma non demordo. Mio fratello da due mesi è emigrato da Trani a Milano, ma anche lui non cede. Mai perdere la fiducia nel domani”.

Costantino Baratta, muratore nato a Trani e residente a Lampedusa, è l’eroe del giorno a Trani. La scelta de “L’espresso” di nominarlo “uomo dell’anno” per avere salvato dodici naufraghi dalla morte a Lampedusa non è passata inosservata e, adesso, mentre il sindaco Gigi Riserbato annuncia una benemerenza in suo favore, i concittadini si dicono orgogliosi di lui.

"La mattina del 3 ottobre - racconta il periodico - è uscito in barca. Ha avvistato in mare un gruppo di naufraghi eritrei. E ne ha salvati dodici". Il giornale gli dedica la copertina, condividendola "con tutti quelli che, come lui, non si tirano indietro".

E lui come la ricorda quella giornata? “Con gran tristezza ancora oggi – confessa Costantino -, perché vedevo gente in mare che sbracciava, invocava aiuto, e vedevo anche cadaveri. Io ho fatto il massimo che era nelle mie possibilità, mi dispiace tanto per gli altri, ma se avessimo ritardato forse avremmo perso anche quelli che abbiamo salvato”.

Costantino ha avuto modo di rivedere alcuni di quei dodici naufraghi, “anzi due di loro sono ancora a Lampedusa – fa sapere -  e ieri mi hanno chiamato per farmi gli auguri, perché io mi trovo momentaneamente a Palermo. Purtroppo resta il problema di quello che succede nella mia isola, da vent'anni a questa parte. E’ una realtà cui ci siamo abituati, purtroppo, ma facciamo del nostro meglio per aiutare queste persone e stabilire con un rapporto di fratellanza. Io sento di appartenere a coloro che queste persone non solo le vogliono, ma le aiutano: sono esseri umani e vanno aiutati. Voltare le spalle sarebbe disumano, ed in fondo anche io sono stato emigrante e ho avuto bisogno di aiuto. Noi, qui a Lampedusa, crediamo di avere dimostrato di avere un gran cuore”.

A Trani Costantino manca da due anni: ci venne per un matrimonio e ci tornerà per altre nozze, a giugno. In realtà ci manca da 26 anni, da quando conobbe una lampedusana, partì con lei e la sposò, “ma il mio cuore è sempre a Trani, casa mia è piena di immagini e sculture di Trani, e, quando ci torno, amo passeggiare nel centro storico e rivivere i luoghi della mia infanzia ed adolescenza. Il sindaco vuole premiarmi? Lo ringrazierò, come ho fatto con il presidente della Regione Sicilia. Il mio cuore è a Lampedusa, ma non è mai andato via da Trani”.


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