Dallo scorso 18 dicembre Trani ha ufficialmente una terza agenzia di onoranze funebri. È quella che fa riferimento all’imprenditore Giulio Pappalettera, in favore del quale il Comune aveva rilasciato, lo scorso 30 settembre, licenza di autorizzazione alla gestione di agenzia di affari, ai sensi del Testo unico, per il disbrigo di pratiche di onoranze funebri.
Ebbene, nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo regionale della Puglia ha rigettato il ricorso con cui le due agenzia già operanti in città, «Andrea Cassese» e «Giuseppe Delfini», chiedevano l'annullamento di tale licenza. Per il momento il Tar s’è pronunciato sull’istanza di sospensione del provvedimento, respingendola, nell'attesa che se ne discuta nel merito.
Va precisato, però, che l'agenzia Pappalettera potrà esclusivamente dedicarsi al disbrigo delle pratiche, ma non effettuare il trasporto funebre: infatti, non dispone al momento di un mezzo all'uopo. Se, e quando lo annettesse, dovrebbe integrare la domanda di licenza per ottenere l'estensione del servizio.
La questione, peraltro, si trascina da tempo. Al centro di tutto, vi è un regolamento comunale che dispone la presenza di un’impresa di onoranze funebri ogni 25mila abitanti. Trani non ha ancora raggiunto la soglia dei 75mila abitanti e, quindi, non può esservi una terza impresa autorizzata a lavorare a fianco delle due già esistenti.
La normativa europea, per la verità, autorizza la libera concorrenza anche in questo settore, ma i Comuni ancora non avrebbero l’obbligo perentorio di adeguarvisi, o se ce l’hanno, ancora non tutti l’hanno fatto.
E questo è anche il caso di Trani, dove, nonostante il commissario straordinario Angelo Trovato, durante la reggenza del 2007, avesse emanato un apposito atto d’indirizzo in quella direzione, questo non ebbe seguito con la doppia amministrazione Tarantini.
Pappalettera, negli anni passati, a Trani aveva potuto utilizzare il suo ufficio soltanto al fine della vendita di arredi funebri, ma poté mai svolgere il servizio, altresì regolarmente autorizzato a Bisceglie. Ed a nulla gli era valso intraprendere la strada della giustizia amministrativa: ricorsi rigettati sia presso il Tar, sia presso il Consiglio di Stato.
Lo scenario sembra sia cambiato con il governo Riserbato: al momento ci sono una licenza ed un passaggio favorevole al Tar. L’impressione, però, è che la vicenda non termini qui.
Tanto più che c’è anche uno strascico penale da definirsi. Accadde nel 2010, a margine del trasporto della salma di un uomo, di Bisceglie, morto nell’ospedale di Trani. La famiglia aveva autorizzato Pappalettera ad effettuarne la sepoltura a Trani, ma, al momento di presentarsi all’ingresso del cimitero con la salma, la Polizia locale gli contestò l’esercizio abusivo dell’attività ed il conseguente presunto reato di sottrazione di cadavere. Pappalettera, dal canto suo, denunciò i dirigenti preposti per le presunte omissioni d’atti d’ufficio che non gli consentivano, all’epoca, di esercitare l’attività e, inoltre, per essersi poi, quello stesso servizio, svolto ad opera di un’altra impresa di trasporto, a suo dire, non autorizzata.
