Il dato più importante, ai fini investigativi, è stato il continuo pedinamento dei responsabili, un felice connubio di andriesi e cerignolani, soggetti definiti dal procuratore, Carlo Maria Capristo, "pericolosissimi".
L'argenteria, mostrata in conferenza stampa, è la merce sottratta parallelamente al carburante, anche in regioni esterne alla Puglia. L'indagine sarebbe proseguita con arresti in flagranza se uno dei delinquenti non avesse scoperto una microspia in auto. «È stata un'investigazione di alto livello - ha spiegato il titolare dell'inchiesta, Luigi Scimé -, perché i Carabinieri di Bari e Barletta hanno seguito la rete criminosa nonostante fosse ramificata anche al nord».
Sono stati accertati una ventina di furti, fra carburanti ed oli, ma anche un grosso numero di reati all'interno di abitazioni e ville. Il valore accertato della refurtiva è di alcuni milioni di euro di gasolio, mentre è ancora da definire il valore degli oggetti, oltre un centinaio quelli rinvenuti, anche se si pensa che molto altro sia stato già ricettato.
Il problema della microspia ha bloccato la ricerca sui canali di smercio del gasolio, per rubare il quale l'azione durava almeno quattro giorni, fra appostamenti e furto vero e proprio. Si operava senza telefoni, ma con ricetrasmittenti e frequenzimetri, si agiva la notte tra il venerdì e sabato, così che il furto fosse scoperto il lunedì mattina e, nel frattempo, contattare il ricettatore. Fra gli altri, il riscontro operato a Tortona, in Piemonte, è stato decisivo.
Invece, per i furti nelle abitazioni, si è anche giunti a picchiare le vittime e, in due casi, ad operare sequestri di persona. A Barletta, nelle prossime ore, i carabinieri metteranno in mostra i reperti sottratti per gli eventuali proprietari che li reclamassero.
I Carabinieri della Compagnia di Barletta e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, a carico di sette soggetti appartenenti ad un sodalizio criminale noto come la banda del gasolio, accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti di gasolio commessi negli ultimi mesi ai danni di aziende e depositi di carburante in Puglia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Campania. Con l’operazione odierna cui hanno partecipato un centinaio di Carabinieri del Comando Provinciale di Bari ed un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, sono stati arrestati sei pregiudicati pugliesi, 4 di Andria (BT) e 2 di Cerignola, arrecando un durissimo colpo al fenomeno dei furti di gasolio ai danni di imprese.
Le indagini, avviate nell’ottobre dello scorso anno, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno consentito di definire i diversi livelli operativi dell’organizzazione ed il “modus operandi”. Si tratta di un gruppo delinquenziale con sede operativa ad Andria (dove risiede il capo 57enne) e costituito da pregiudicati di Andria e Cerignola. Comune obiettivo del sodalizio era quello di depredare i depositi di carburante dell’intero territorio nazionale, immettendolo nel dinamico e redditizio mercato clandestino.
Nel corso dell’indagine sono stati tratti in arresto due soggetti appartenenti alla banda e recuperati ingenti quantitativi di gasolio. Durante le perquisizioni odierne sono stati rinvenuti anche oggetti di argenteria di rilevante valore. Le indagini proseguono al fine di individuare i canali della ricettazione.
