Si chiama istituto della «proroga finalizzata», ed è quello attraverso il quale si punta ad inserire progressivamente nella pianta organica del Comune di Trani i sedici agenti a tempo determinato rimasti senza lavoro dallo scorso 1mo gennaio.
Su proposta del vice sindaco, nonché assessore al ramo, Giuseppe Di Marzio, la giunta comunale ha approvato l’atteso atto di indirizzo che dà mandato adesso al segretario generale e dirigente della ripartizione, Donato Susca, con la collaborazione del capo settore al personale, Palma Piccolo, di verificare e realizzare quanto l’esecutivo propone indicando alcune strade ritenute, tutte, percorribili per legge.
Per giungere a questo provvedimento si è resa necessaria una cronistoria che ricostruisce un quadro particolarmente deficitario delle forze in campo. Oggi, è ufficiale, la polizia locale ha soltanto ventotto agenti in servizio, mentre il fabbisogno, rapportato alla popolazione di Trani sarebbe di 111. È palese, pertanto, che anche con i sedici che mancano all'appello si sarebbe abbondantemente al di sotto del numero previsto, ma, almeno, si potrebbero assicurare i servizi che, diversamente, si farebbe fatica a coprire.
«Al momento – riconosce Di Marzio - questo numero è completamente insufficiente a garantire la percezione di sicurezza di una città così grande e popolata come Trani e, pertanto, la questione va risolta, e con urgenza».
Quanto all’iter da seguire, «bisogna tenere conto del fabbisogno triennale del personale – spiega l’assessore - e fare sì che questi vigili entrino attraverso concorsi che assicurino, al cinquanta per cento delle unità da reclutare, posti riservati a coloro che hanno lavorato per l’ente maturando il requisito minimo dei 36 mesi di servizio negli ultimi anni».
In teoria, quindi, per inserire queste sedici unità dovrebbe esservi, nel Comune di Trani, un fabbisogno di almeno 32 dipendenti, ma tale numero si dovrà definire sulla base dei pensionamenti e risorse economiche su base triennale.
La questione è complessa, «ma noi, nell’atto d’indirizzo – torna a ribadire Di Marzio – diciamo ai dirigenti di avvalersi di questi vigili, perché conoscono a menadito il territorio, e studiare tutti i sistemi percorribili, con i tempi che la legge prevede».
Da cittadino, peraltro, Di Marzio non può negare l’evidenza: «Cosa ho notato in questi nove giorni senza quei sedici agenti? Un’assenza preoccupante di agenti in città. Il comandante sta compiendo miracoli con il personale a disposizione, mantenendo comunque una pattuglia sempre in servizio, ma così non si può andare avanti a lungo. Con questo atto di indirizzo abbiamo provato a mettere il sale sulla coda, a chi di dovere, per accelerare i tempi».
