La misura interdittiva nei confronti del mio cliente era stata già revocata, conseguentemente a quella cautelare, con provvedimento della Corte di cassazione del 14 febbraio 2013. Pertanto, respingo ogni addebito». L’avvocato Giuseppina Chiarello si prepara, così, ad impugnare il provvedimento con cui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta del sostituto procuratore, Michele Ruggiero, l’ha sospesa per un mese dalla professione.
L’avvocato Chiarello risulta iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di falso e truffa. La sospensione è già avvenuta, mentre la vicenda è ancora aperta. I reati contestati sarebbero stati commessi quale difensore dell’ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato.
Infatti, nell’inchiesta sul fotovoltaico, che a dicembre 2012 determinò una serie di provvedimenti cautelari, Affatato fu temporaneamente ristretto ai domiciliari. Secondo il pubblico ministero, l’avvocato Chiarello, in una lettera inviata al Comune di Trani, avrebbe evidenziato soltanto l’avvenuta revoca dei domiciliari, omettendo, però, di indicare anche che tale provvedimento era stato sostituito con l’interdizione dal servizio. Per questo motivo, avrebbe indotto in errore il segretario generale, che aveva riconosciuto all’ingegner Affatato il pagamento dello stipendio, presumibilmente non dovuto. Da qui l'ipotesi duplice di falso per induzione e truffa.
Ma, come detto, l’ex assessore comunale, a sua volta difesa dall'avvocato Carmine Di Paola, fa notare che il provvedimento interdittivo sarebbe diventato diventava giuridicamente inefficace e pertanto, non avrebbe necessitato di menzione. Peraltro, nella lettera l'avvocato Chiarello si limitava ad indicare un «omissis», senza alterare alcunché, giacché il Comune avrebbe potuto, autonomamente, acquisire il provvedimento direttamente dal Gip.
