All'incontro promosso nei giorni scorsi dall'associazione "La Bussola" si è discusso su tutto quello che bisogna sapere sulla presunta correlazione autismo-vaccini. Sono intervenuti il dottor Massimo Montinari ed il sostituto procuratore della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero. Dopo le loro relazioni, sono giunte le osservazioni di medici pediatri, intervenuti nel dibattito, e testimonianze di genitori e rappresentanti di associazioni pugliesi.
I genitori hanno chiesto «una corretta informazione e procedure certe». Molti hanno lamentato «disinformazione e modi di comunicazione coercitivi». Molto altri hanno chiesto «di conoscere l'incidenza tra le cause di malattie che si presentano senza aver fatto una vaccinazione facoltativa e i danni che possono provocare la somministrazione di vaccini».
La replica non s'è fatta attendere: «La vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Tale pratica comporta benefici non solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche in modo indiretto, inducendo protezione ai soggetti non vaccinati».
Lo scrivono i medici pediatri di Trani, firmando una lettera per «esprimere il proprio disappunto» su quanto avvenuto in occasione di quell'incontro: «Abbiamo ascoltato la relazione del dottor Montinari, che, pur non essendo specialista in Pediatria – scrivono i pediatri di Trani Francesco Paolo Carmone, Giuseppina Grilli, Cristoforo Vania, Giuseppe Franco, Rosa Nugnes, Teresa Giobbe, Angelica Bonvino e Sabina Alicino - ha insistentemente ribadito sulla inopportunità dell'esecuzione della pratica vaccinale nell'infanzia, evidenziando pubblicamente a parole quali fossero le implicazioni negative soprattutto nel determinismo di gravi esiti neurologici e disabilità neuro-comportamentali senza l'apporto visivo di nessuna evidenza "scientifica" in merito».
A detta degli otto pediatri di Trani che «la teoria avanzata dal Montinari è stata presentata in modo reciso come se fosse una “verità assoluta”. Il tutto si presentava, palesemente, non come un sereno dibatto informativo sulla reale funzione della pratica vaccinale, anche per l'assenza di un contradditorio, ma come un atto di accusa nei confronti della pediatria ufficiale. Inoltre, non è stato possibile, da parte nostra, rispondere ed avanzare le giuste spiegazioni che ci motivano a consigliare le vaccinazioni nell'infanzia, valutandone ogni volta l'opportunità, a causa dell'ambiente ostile che si andava creando sulla scia delle affermazioni destabilizzanti ed erroneamente informative».
«Noi pediatri di Trani – concludono nella nota - siamo scientificamente convinti della validità della pratica vaccinale, sia per nostra scienza e coscienza e sia perché confortati dalle affermazioni (tra tante altre) del Ministero della Sanità che nel suo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (2012-2014) ribadisce che la vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive e che tale pratica comporta benefici non solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche in modo indiretto, inducendo protezione ai soggetti non vaccinati (herd immunity). Tanto ribadiamo per onestà scientifica ed intellettuale».
