La Soprintendenza ai beni culturali ha posto il vincolo su Palazzo Discanno, uno dei principali edifici del quartiere murattiano di Trani, edificato alla fine del XIX secolo. Con una nota ufficiale, infatti, l’ente di tutela ha comunicato che «è stato avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale del bene in oggetto. Pertanto – vi si legge -, qualsiasi intervento sull'immobile dovrà ottenere la preventiva autorizzazione della Soprintendenza stessa. Il sindaco di Trani è invitato a vigilare affinché non siano intraprese iniziative che possano pregiudicare la salvaguardia del bene».
La motivazione del vincolo, come si è già anticipato, è legata alla «rilevante testimonianza di architettura palaziale di fine secolo XIX in Trani». Senza dimenticare fregi e decorazioni interne, su tutte la celeberrima «sale degli affreschi».
Gli aventi diritto possono, in ogni caso, presentare memorie scritte e documenti, ove pertinenti l'oggetto del procedimento, entro giorni dalla comunicazione loro trasmessa circa l'avvio del procedimento stesso di dichiarazione di interesse culturale dell'edificio.
«Palazzo Discanno - scrive Benedetto Ronchi nel celeberrimo “Invito a Trani”, edito da Schena nel 1980 -, eretto sul declinare della secolo XIX, si presenta ben equilibrato e di piacevole effetto. Su una bassa zoccolatura a tutta pietra, l'edificio si avvale, per un singolare gioco pittorico di luci ed ombre, di una bugnatura regolare e pronunciata fino all'altezza del primo piano. Le finestre, che scandiscono euritmicamente la superficie superiore, sono dotate di timpano a tabernacolo, mentre il corpo centrale, che racchiude il portale, è interessato da quattro lesene con semicapitelli. Assai eleganti i balconi angolari e quello centrale, dotato di mensole sagomate e sostenuto da leggiadre colonne».
Una parte di Palazzo Discanno è occupata dall’associazione musicale ׂDomenico Sarro», l'altra da privati per le loro residenze. I locali al piano terreno sono adibiti ad attività commerciali e depositi.
Palazzo di Scanno, insieme con il dirimpettaio Palazzo Pugliese e con i palazzi Campione, in piazza XX Settembre, e Fabiano, alla confluenza tra via Cavour e piazza Plebiscito, rappresenta il meglio dell’architettura di fine Ottocento. E, forse, non è casuale il fatto che la presentazione di «Trani a gogo», la scorsa primavera, avvenne proprio lì, nel salone delle feste della «Domenico Sarro».
Di sicuro, il vincolo potrà meglio valorizzare il palazzo per future iniziative a livello culturale e, soprattutto, turistico.
