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Rifiuti, l'Ecoerre torna alla carica: rimodulato il progetto di discarica. Conferenza in Regione il 6 febbraio, Trani pronta ad una nuova battaglia

Davvero non c’è pace per Trani in materia di rifiuti. Mentre è ancora aperto il braccio di ferro con la Regione per quanto riguarda il conferimento dai bacini Bari 2 e Bari 4, su quale soltanto da pochi giorni sembra sia iniziato un minimo confronto fra le parti (ma che nel frattempo ha visto il Comune di Trani emanare un atto di indirizzo nel quale ci si dichiara pronti anche ad impugnare le proroghe dell’ordinanza del governatore Vendola nelle sedi competenti), e nell’attesa che i comuni di Barletta e Bisceglie tornino a conferire a Trani, a partire da sabato prossimo, ecco il ritorno di fiamma dell’Ecoerre.

Si tratta di un progetto di piattaforma per il trattamento di rifiuti speciali, non pericolosi, con annessa discarica, che la società barese aveva chiesto di ubicare a Trani addirittura nel 1996. La vicenda è stata al centro, fra conferenze dei servizi, provvedimenti degli organi elettivi, ricorsi amministrativi ed inchieste penali, di un caso ancora oggi aperto: il progetto parrebbe stoppato, ma non archiviato, ed il contenzioso ha già assorbito risorse economiche ingenti.

Ma torniamo ad oggi. Da Bari, alla luce della nuova istanza, è arrivata al Comune la convocazione ad una conferenza di servizi, fissata lo scorso 23 gennaio, sulla rimodulazione del progetto Ecoerre. Il dirigente della quarta ripartizione, Claudio Laricchia, ha chiesto però un rinvio, per un approfondimento della materia, giacché si tratta di una questione molto complessa che innesca una serie di considerazioni e pareri che l’Ufficio tecnico non potrebbe, al momento rilasciare con il personale ed i tempi che si ritrova.

Dopo un breve carteggio, la Regione Puglia ha fissato una nuova conferenza dei servizi al prossimo 6 febbraio. Il Comune di Trani, a questo punto, si trova dinanzi ad una doppia scelta: parteciparvi e, se sì, rilasciare un parere.

L’assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, a sua volta ha avanzato una doppia proposta. La prima: «Se si vuole andare avanti con la data del 6 febbraio, la Regione avrà il nostro parere contrario per carenza di documentazione». La seconda: «Se si rinviasse ad altra data, chiediamo la documentazione completa e precisa sulle garanzie dell'impianto, la compatibilità con il Piano regionale dei rifiuti e quanto altro possa servire per esprimere, nei tempi che saranno per noi congrui, un parere. Allo stato – dice De Simone -, la posizione del Comune è irrevocabile: siamo contro questa discarica, così come lo siamo per tutte le altre».

La questione Ecorre, però, investe anche un altro progetto analogo. Infatti, lo scorso mese di settembre il Tar Puglia aveva stoppato la richiesta di un’altra società la Ekobat, che avrebbe voluto a sua volta ubicare un impianto simile a Trani dopo avere incassato tutti i pareri a suo favore. L’iter pareva tecnicamente a posto, ma, proprio perché è ancora in piedi il progetto Ecoerre, la corsa dell’Ekobat s’è arrestata in tribunale. Forse è anche per questo che Bari è tornata in auge.

La sede, ovviamente, è sempre la stessa: contrada Puro vecchio, nei pressi della discarica pubblica di Amiu e, anche di quella che Ekobat, per il momento, non ha ancora realizzato.


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