"È consentito protestare nell'ambito dei diritti costituzionali, mentre qui abbiamo avuto infiltrati che si sono resi autori di atti violenti". È duro il commento del procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, con riferimento ai venti provvedimenti, fra arresti ed obblighi di dimoea, eseguiti da carabinieri per i fatti del 9 dicembre.
A Canosa, presso l'Ufficio postale, i facinorosi costrinsero gli impiegati alla chiusura, non prima che una donna si fosse sentita male: sei i responsabili arrestati. Ed ancora, le irruzioni al centro commerciale di Molfetta, ove si verificarono scene di violenza e panico. A Bisceglie, invece, i fatti più rilevanti si verificarono in un centro scommesse, mentre a Barletta, in pieno centro, in via Cavour, vi fu un assalto a negozi e bancarelle di una festa cittadina.
Altri episodi sono al vaglio, con riferimento ad altre città. Decisivo è stato l'apporto di più reparti dei carabinieri, perché si è dovuto operare contemporaneamente su più fronti. Fondamentale è stata la collaborazione dei sindaci e, soprattutto, dei commercianti.
Tutti i fattori sono stati utili alla ricostruzione dei fatti ed identificazione dei responsabili, dalle telecamere ai cittadini, ma anche le testimonianze dei commercianti e del direttore dell'Ufficio lostale di Canosa. Per la cronaca, uno degli arrestati si era reso responsabile di un'aggressione ai danni di un carabiniere, ma in data antecedente rispetto ai fatti contestati.
