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Trani international festival, 333mila euro. Report sui costi dell'assessorato al turismo per "soddisfare la curiosità morbosa della stampa"

Riceviamo e pubblichiamo nota dell'assessore Fabrizio Sotero

Soddisfacendo una curiosità, a tratti morbosa, da parte di diversi organi di informazione, l’assessorato al turismo, allo spettacolo ed al marketing territoriale, congiuntamente al sindaco ed alla giunta comunale, desidera fornire un report dettagliato sul progetto del Trani international festival la cui prima edizione si è svolta questa estate in città, dal 20 giugno al 18 agosto, mediante l’ideazione e la realizzazione di 52 eventi.

Numeri e cifre del progetto potevano essere fornite già nei mesi scorsi. L’assessorato ha voluto attendere perché contava di inserire tra le voci del report anche quelle, significative, degli arrivi e delle presenze a Trani nei mesi estivi. L’Istat sta predisponendo i dati definitivi, il parziale in nostro possesso è oltremodo lusinghiero ma si preferisce attendere il risultato certo prima di rilasciare considerazioni in merito.

Veniamo al Tif, dunque, progetto innovativo voluto da questa amministrazione comunale per affermare una idea nuova di cultura diffusa, capace di promuovere le diverse vocazioni del territorio cittadino, attraverso una reale apertura degli spazi urbani e la connessione tra luoghi e soggettività sociale con il fondamentale apporto della municipalità. E’ costato troppo, si è detto e sentito troppo spesso. Ma quanto è costato il Tif? E siano i numeri: Il festival ha avuto un costo complessivo di 333.400 euro (di cui 46.614 di oneri fiscali). La Regione Puglia ha sostenuto l’iniziativa con un contributo di 26.630 euro, la Provincia Bat ha messo a disposizione un contributo di 10.000 euro, a ciò vanno aggiunti gli incassi delle manifestazioni per un totale di 13.505 euro. L’impegno finale del Comune di Trani è stato di 283.265 euro, Iva compresa (46.614 euro), 5.447,40 euro di media ad evento. Questa somma, decisamente inferiore rispetto a quella stanziati per altri festival organizzati anche da città limitrofe e per periodi decisamente più brevi rispetto al nostro Tif, ha permesso di trasformare la città, durante l’intera stagione estiva, in un palcoscenico all’aperto e sempre vivo, offrendo ai fruitori del progetto una vasta gamma di opzioni (teatro, spettacoli, cinema, talk, fooding, concerti) e dando la possibilità di espressione a diversi attori del territorio (dalle associazioni agli esercenti) di avere un ruolo principale in un contesto che ha centrato fin da subito il primo obiettivo che l’amministrazione si era prefissata: creare un marchio identitario del territorio, appetibile all’esterno, puntando sull’unicità delle location che la città offre.

Il Tif, così come l’evento Trani a go go, doveva rappresentare per la prima volta non solo un marchio associato alla città ma della città, ben identificabile e sinonimo di qualità dell’offerta.turistica e promozionale. Questo era il fine, il Tif era il mezzo e scorrendo i dati dell’attività promozionale svolta a margine degli eventi non possiamo che ritenerci soddisfatti. Si citeranno soltanto alcuni passaggi: il saluto rivolto al Tif ed alla città da Vincenzo Mollica nel suo Doreciackgulp sul Tg1, il passaggio del Tif e della città nella trasmissione del Tg2 Divieto di Sosta e la copertina dedicata a Trani dall’Espresso con un servizio sul Tif all’interno, ricompreso tra i festival imperdibili della Puglia. Un ritorno mediatico eccezionale, insomma, che ha garantito delle ricadute dirette sul territorio, altro aspetto su cui vale la pena soffermarsi: dalla relazione finale consegnata dal direttore artistico del Tif, il progetto ha garantito una ricaduta sul territorio di 90.000 euro fra servizi tecnici appaltati, contributi ad associazioni locali, quota vitti e alloggi per gli artisti, a cui vanno aggiunte le ricadute indirette stimate (al ribasso) in 80.000 euro a fronte di 25.000 spettatori che, durante l’estate, hanno scelto di seguire gli spettacoli del Tif. Le dichiarazioni delle associazioni di categoria circa il buon andamento dell’estate rappresentano una conferma dell’attendibilità dei numeri forniti dagli organizzatori di una macchina enormemente complessa (hanno lavorato al suo interno, oltre alle figure di responsabilità dell’organizzazione, 20 tra tecnici e assistenti di palco, 60 assistenti alla direzione organizzativa, al servizio d’accoglienza ed alla distribuzione del materiale, più 45 volontari).

Questi sono i risultati del Tif. Come amministrazione, volevamo dotare la città di un’anima, puntare su cultura e creatività e soprattutto sulla nostra Trani per generare crescita ed economia. Le polemiche non sono mancate, alcune ci sono sembrate strumentali e sterili, noi riteniamo, con la forza dei numeri, che l’edizione pilota del Tif abbia dato un segnale di rinnovamento del sistema promozionale della città. A nostro avviso, su questa strada bisogna insistere: nonostante fosse un progetto del tutto sperimentale è stato un successo, ce lo confermano le numerose attestazioni di ammirazione provenienti da amministratori dei paesi limitrofi e non, ragion per cui implementeremo per il futuro e apriremo ancor di più al coinvolgimento di ulteriori eccellenze del territorio.

L'innovazione introdotta ha comunque consentito di creare un sistema quanto più integrato possibile di eventi ed un marchio di fabbrica unico e ben riconoscibile che ci ha permesso di avere fattivi risultati sia dal punto di vista commerciale che mediatico.

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