Quando il piano delle coste tornerà in consiglio comunale, presumibilmente entro fine febbraio, saranno trascorsi dieci anni dalla sua approvazione, avvenuta con deliberazione del Consiglio comunale del 29 marzo 2004. Evidentemente, a distanza di due lustri, il piano costiero non è più aggiornato e necessita, dunque di una totale o, almeno, robusta rivisitazione.
«L’adeguamento risulta improcrastinabile per la gestione, il controllo ed il monitoraggio del territorio costiero comunale - scrivere il dirigente della quarta ripartizione, Claudio Laricchia - in termini di tutela del paesaggio, salvaguardia dell'ambiente, garanzia del diritto dei cittadini all’accesso e libera fruizione del patrimonio naturale pubblico, nonché di disciplina per il suo utilizzo ecocompatibile e, soprattutto, del demanio marittimo».
La Regione Puglia, inoltre, ha invitato l'amministrazione comunale «ad adempiere all’approvazione definitiva del Piano comunale costiero, adeguandosi ai criteri forniti dal Piano regionale delle coste, pena la nomina di un commissario ad acta».
Tuttavia, «poiché l’attuale dotazione di personale dell’Ufficio tecnico e la notevole mole di lavoro ordinario non consentono l'espletamento di tale attività progettuale – si legge nel provvedimento -, si rende necessario procedere con l'affidamento di incarico professionale ad esterni».
Ebbene, giacché il consulente del piano costiero di dieci anni fa risulta essere l'ingegner Maurizio Rocco Di Tommaso, di Bari, ai fini della redazione dell'adeguamento dello stesso piano, «nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità e buon andamento», si è ritenuto di affidare l'incarico allo stesso professionista, stabilendo uno stanziamento che non andasse oltre i 40mila euro, comprensivi di Iva ed altre spese previste.
La determina non precisa la durata dell'incarico (fissata nello schema di convenzione allegato provvedimento, ma non pubblicato all'albo pretorio), mentre quello che è certo è che la somma impegnata - 40mila euro - viene imputata per metà al bilancio 2013 e per la restante parte a quello 2014.
Dell’urgenza di approvare l’adeguamento del piano costiero aveva parlato, lo scorso mese di ottobre, il consigliere provinciale del Nuovo centrodestra Carlo Laurora, richiamando la circostanza della diffida della Regione Puglia ad approvarlo entro quattro mesi, pena il commissariamento.
Aanche la Federazione italiana balneari e la Confesercenti provinciale Bat avevano chiesto di fare in fretta, perché «Trani ha grandi potenzialità, non solo nel suo bellissimo centro storico e nella zona del porto – aveva dichiarato in proposito Palmino Canfora - ma anche nel ricettivo balneare, e può fare del suo tratto di costa un volano per lo sviluppo economico, commerciale e turistico. Nei mesi di luglio ed agosto il sindaco, Gigi Riserbato, ci ha dato prova della sua sensibilità sullo sviluppo e la tutela del mare e del turismo balneare in due incontri presso la Prefettura e la Provincia – proseguiva Canfora -, e siamo certi che vorrà cogliere questa nostra disponibilità per una proficua collaborazione, nell'interesse esclusivo del territorio e delle comunità locali e degli imprenditori esercenti le attività della filiera turistica che operano nel rispetto di tutte le regole e le leggi ad essi applicabili».
