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Ecoerre bis, in Regione è di nuovo «no» alla discarica per rifiuti speciali. Da Trani, parere sfavorevole in quattro mosse

Discariche per rifiuti speciali a Trani? Per il momento non se ne parla. Questa volta, però, il «no» provenuto dalla regione Puglia appare più pregnante e, forse, potrebbe rappresentare un momento centrale nella futura pianificazione della gestione dei rifiuti, almeno limitatamente al territorio di Trani.

Al progetto di discarica di rifiuti speciali non pericolosi della società Ecoerre, riproposto ancora una volta presso la Regione Puglia, è arrivato il diniego dell'intera conferenza dei servizi, che ha rigettato la nuova istanza, proposta dalla società barese, per realizzare a Trani un impianto le cui origini progettuali risalgono, addirittura, alla prima metà degli anni ’90.

Da Bari, alla luce della nuova istanza, si era convocata, per giovedì scorso, la prevista, e definitiva conferenza dei servizi, all'esito della quale Regione Puglia, Provincia di Barletta Andria Trani, Arpa, Asl Bt e Comune di Trani hanno rilasciato il parere negativo che ha indotto l’organismo a chiudere il procedimento con il rigetto dell’istanza dell’Ecoerre.

Al centro del «no», soprattutto, le motivazioni addotte dal Comune di Trani, in gran parte condivise ed assorbite anche dagli altri soggetti facenti parte del tavolo tecnico.  

In primo luogo, l'incompatibilità del progetto con le norme tecniche di attuazione del Piano urbanistico generale: «Non è possibile – spiega l’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone - realizzare nuovi impianti di discarica in zone degradate ed adibite a coltivazione di cave».

Secondo punto a sostegno del «no», la presenza, in adiacenza, della discarica di Amiu Spa, che già di per sé rappresenta una potenziale fonte di pericolo ambientale e, soprattutto, inquinamento delle falde acquifere: «La realizzazione di un altro impianto di discarica – riprende De Simone - renderebbe impossibile accertare le cause e, quindi, il responsabile di un eventuale inquinamento».

Terza motivazione, l’interferenza tra l’ubicazione dell’impianto di discarica, indicata dall’Ecoerre,  e le coltivazioni pregiate che si trovano nei dintorni. Infine il conflitto anche con altre leggi, in vigore, in materia ambientale.

C’è da giurare, peraltro, che la parola fine a questa interminabile vicenda non sia ancora posta. La questione Ecorre, però, investe anche un altro progetto analogo. Infatti, lo scorso mese di settembre, il Tar Puglia aveva stoppato la richiesta di un’altra società, la Ekobat, che avrebbe voluto a sua volta ubicare un impianto simile a Trani dopo avere incassato tutti i pareri a suo favore. L’iter pareva tecnicamente a posto, ma, proprio perché era ancora in piedi il progetto Ecoerre, la corsa dell’Ekobat si era arrestata in tribunale. Ed anche questa storia pare ben lungi dal chiudersi. 


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