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Via Finanzieri, dal nulla spunta un porto abusivo: sigilli dell'Ufficio locale marittimo di Trani, due deferiti

Bloccati durante lo svolgimento di lavori già fortemente avanzati, tanto da avere realizzato un’area completamente nuova, di almeno 3500 metri quadrati, rispetto al quasi nulla che esisteva soltanto pochi anni fa. Le foto dei rilievi aerofotogrammetrici, messe a confronto, sono imbarazzanti: nel 2007 lì vi era poco più che un’ansa naturale; oggi, quella piccola insenatura è diventata un autentico porticciolo con due bracci artificiali, il maggiore dei quali, a ponente, sporge di almeno trenta metri rispetto alla linea di costa.

Per realizzare quell’opera, poi, pare si sia utilizzato di tutto: dal materiale di risulta edile all'asfalto, dal cemento ad altri rifiuti speciali. Tutto questo, insieme con due pale meccaniche, risultate non revisionate, ed ogni altra cosa presente in quel sito, è finito sotto sequestro.

L’intervento è stato operato dai militari dell’Ufficio locale marittimo di Trani, che hanno deferito alla Procura della Repubblica due persone che, al momento del controllo, stavano effettuando operazioni di spianamento alla guida dei due mezzi di movimentazione, nonché la messa in opera in mare di blocchi di pietra: si contesta loro la realizzazione di un’infrastruttura in zona demaniale priva di concessione.

L’area è quella di via Finanzieri in adiacenza al depuratore comunale ed al cantiere navale «Marina yachting». Al momento dello intervento la scena che hanno trovato i militari è stata eloquente: trasformazione della costa; costruzione di bracci abusivi; conferimento di materiali pericolosi e non; realizzazione di un bacino artificiale.

Le ipotesi sulle quali la magistratura sarà chiamata ad operare gli opportuni approfondimenti sono almeno cinque: deposito incontrollato di rifiuti; invasione di terreni pubblici; occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo; realizzazione di manufatti in assenza delle prescritte concessioni edilizie e demaniali; utilizzo di attrezzi da lavoro sprovvisti di verifiche, collaudi e misure di sicurezza.

Il bacino su cui si stava lavorando non è ancora chiaro a cosa dovesse servire. Potrebbe, peraltro, per quanto largo ed accogliente si presenti, essere stato pensato sia per l’attracco di barche, sia per il riparo di natanti eventualmente da ripararsi.

Di sicuro, si tratta di un'opera che ha sensibilmente modificato la conformazione dell'area demaniale preesistente, proprio accanto a quella parte di confine del depuratore comunale dove è previsto che, prossimamente, ripartano i lavori di realizzazione della condotta sottomarina per lo scarico al largo dei reflui depurati dell'impianto pubblico.

L’intervento conferma l’attenzione con cui l’Ufficio locale marittimo, comandato dal capitano Stefano Sarpi, sta operando un sempre più accurato e capillare controllo del territorio demaniale a Trani recentemente. Recentemente, come si ricorderà, i sigilli erano scattati anche nella non distante area dell'ex macello comunale e non si esclude che, presto, su questa vicenda, e forse anche su altri siti, emergano nuovi e significativi sviluppi.


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