Due romanzi già scritti ambientati a Trani e, in parte, ad Andria, un terzo in fieri. Il secondo dei due che hanno già visto la luce, nel frattempo, si presenta questa sera a Corato.
Dopo sette mesi di pausa, dedicati alla stesura di un nuovo thriller, che uscirà nel corso del 2015, Domenico Valente, intraprendente scrittore tranese, riprende l’attività di promozione del suo ultimo lavoro, «Aranuthon – La genesi del male» (Prospettiva editrice, giugno 2013), fortunato seguito de «La follia omicida di una donna fantasma». Sarà ospite questa sera a Corato, presso la sede dell’associazione culturale Cicres, in via Aldo Moro 58, alle 19. Leggeranno alcuni brani tratti dal romanzo l’attrice teatrale Enza Trione, Micaela Nichilo e Stefano Ceci. Sarà presente anche Pietro Ricatti, artista tranese autore di alcuni dipinti ed installazioni ispirate alle opere dello scrittore.
Entrambi i romanzi pubblicati, come dicevamo, sono ambientati a Trani, città alla quale l’autore è molto legato, ma, con “Aranuthon”, Domenico Valente strizza l’occhio alla vicina Andria, riproponendo, in un entusiasmante viaggio attraverso un lungo quanto impervio cunicolo, la leggenda secondo la quale, un tempo, i manieri delle due città erano uniti tra di loro da un fantomatico passaggio sotterraneo.
Ambientato nello scorso decennio, in una Trani vessata dalla spietata mano del male, prima sotto le spoglie di un crudele fantasma, poi sotto le mentite spoglie di una creatura innocente, che rappresenterà, invece, la quintessenza del male, questo nuovo thriller, che si presenta con diverse originali soluzioni, è imperniato su una complessa indagine poliziesca, che lascia, tuttavia, ampio spazio a varie riflessioni, di natura etica e morale, sul contesto sociopolitico, sull’affarismo ad oltranza, e sull’indifferenza elevate a sistema di vita, nonché sul quel sottile “borderline” che separa, con il progressivo degrado dei valori esistenziali, il bene dal male.
