Si è da poco concluso l’incontro informale tra il sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ed alcuni dirigenti dell’Usc Trani intorno ai problemi della gestione dello stadio e del rapporto tra la società sportiva e la città: probabilmente le parti torneranno ad aggiornarsi.
A margine, registriamo ancora una volta la protesta dei tifosi (in sparuto gruppo) attraverso la collocazione di striscioni nei pressi dell'ingresso del palazzo di città, segno del fatto che la loro pazienza, ormai, giunta al limite: «L’assenza di chiarezza dell’amministrazione comunale – hanno spiegato ai microfoni di Radio Bombo – penalizza la programmazione della società. Così facendo, rischiamo che il calcio scompaia per sempre, mortificando la passione che questi nuovi imprenditori hanno mostrato di avere ed i sacrifici che, fin qui, hanno sostenuto».
Roberto Pellegrini, uscito assieme all'addetto alle relazioni esterne Saverio Pasculli dall'ufficio del sindaco, ha detto che «la situazione è ancora in fase di stallo». Maurizio Povia, invece, è andato via molto prima ed è sembrato alquanto contrariato. Pellegrini ha detto «che ci sarà un ulteriore incontro a breve con la dottoressa Lorusso (dirigente della quinta ripartizione, ndr), in cui verranno esposti i progetti che la società biancoazzurra vorrebbe realizzare». Per la questione gestione stadio, l'Usc Trani, concorrerà per potersela aggiudicare assieme agli altri sodalizi sportivi. «L'importante è che - ha detto Pellegrini - qualsiasi sarà l'aggiudicataria della struttura sportiva, metta in atto i progetti presentati per valorizzare la struttura stessa».
Allo stato, la gestione dello stadio è affidata in proroga, fino a fine aprile, alla Polisportiva Trani 2006. Il bando triennale è scaduto da un anno e, da allora, si è andati avanti con prolungamenti fiduciari al gestore uscente.
Riserbato, dal canto suo, ha chiarito che «noi siamo per le gare, e non per le proroghe. Se si ricorre ancora ai prolungamenti, è solo perché gli uffici hanno personale limitato e, per redigere una gara, purtroppo, serve del tempo».
