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WHATSAPP. Trani, la scuola di via Stendardi mostra i segni del tempo: urge manutenzione, ma a chi tocca?

La sede di via Stendardi dell’Istituto d’istruzione secondaria superiore «Cosmai», già «Giovanni Bovio», settore audiovisivi, sembra mostrare i segni del tempo. Le foto che alcuni alunni hanno diffuso manifestano alcune criticità sulle quali sarebbe il caso, probabilmente, di effettuare verifiche in tempi spediti.

Questo plesso, nel 2000, era ancora sostanzialmente libero da studenti. Vi arrivarono perché la precedente sede dell'istituto, in via Pedaggio Santa Chiara, era ormai alle prese con problemi strutturali talmente gravi che l'uscita da quelle mura era diventata pressoché obbligatoria.

Il sindaco di Trani dell'epoca, Carlo Avantario, riuscì ad ottenere dall’allora presidente della Provincia di Bari, Marcello Vernola, la disponibilità affinché l’ente stipulasse un contratto di locazione con la congregazione religiosa, proprietaria dell'immobile di via Standardi, per trasferirvi l'intero istituto.

La soluzione, in quel momento, fu salutata davvero come gran favore dall’utenza scolastica e dalla città, anche perché contribuì a rilanciare in maniera evidente la vocazione dell’istituto, che, in quel  momento storico, era in particolare quello che permetteva a tanti ragazzi si crearsi un futuro nel mondo dello stilismo e della sartoria.

Con il passare degli anni, la scuola ha sensibilmente cambiato indirizzo, specializzandosi nel settore degli audiovisivi, ma, purtroppo, mentre dal punto di vista didattico ci si è adeguati ai tempi, sotto il profilo strutturale sembra si sia rimasti fermi al momento dell’ingresso in quel edificio.

Così, anno dopo anno, i problemi si sono accresciuti e, oggi, fra gli studenti vi è viva preoccupazione per le condizioni in cui si trovano ad operare. Le foto inviate alla nostra utenza Whatsapp (373.8770256) mostrano prese di corrente penzolanti, parti di muro rotte al punto da mostrare le tubazioni, non più sotto traccia, e le fondazioni. Molte porte sono rotte, lo stato dei bagni appare critico, nel complesso ci sarebbe più di una cosa che non va.

Sembra di capire che la manutenzione straordinaria sia a carico di chi è proprietario dell'immobile, ma, a sua volta, la Provincia di Barletta-Andria-Trani, che ne è il conduttore, non può chiamarsi fuori da responsabilità che attengono la manutenzione ordinaria.

Le maggiori proteste arrivano dai ragazzi delle prime classi, che si chiedono, legittimamente, in quale maniera trascorreranno cinque anni della loro vita in locali tutt'altro che brillanti, per usare un eufemismo.

Non è l'unico caso, peraltro, in cui plessi tranesi gestiti della Provincia mostrano i segni del tempo. Recentemente, al liceo classico «Francesco De Sanctis» un’imposta si è distaccata dai cardini colpendo un alunno, per fortuna, in maniera non grave.

All’indomani del fatto, vi fu un sopralluogo dell’assessore al ramo, Domenico Campana: auguriamoci che abbia fatto il giro completo di tutte le scuole, o lo faccia al più presto, per evitare che i problemi raggiungano punte imprevedibili.


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