Sono passati poco più di sei mesi dall’articolo nel quale denunciavo il ritrovamento di un cane legato ad un palo (storia che ha avuto fortunatamente un lieto fine), nel quale contestavo, piuttosto che la piaga dell’abbandono, l’annoso e ben più grave dilemma dell’incapacità tecnica nella gestione di un problema, quello della tutela degli animali sul nostro territorio, che sembra ancora totalmente “scaricato” alle associazioni di volontariato.
Oggi, alla luce degli ultimi fatti di cronaca, uno dei quali ha visto Trani in prima pagina sulle più importanti testate giornalistiche nazionali, non riesco più a puntare il dito solo contro chi, secondo legge, è deputato alla tutela degli animali e del territorio, poiché vedo in tutto questo anche la mano nefasta di un’educazione e di una formazione fin troppo lontana dal buon senso civico, e da quell’etica che dovrebbe mirare al rispetto del prossimo e della “cosa comune”. E mentre le associazioni di volontariato bussano alla porta della locale Amministrazione, per sensibilizzarla verso il complesso problema della tutela dell’ambiente, ogni giorno vengono perpetrati crimini contro il territorio, gli animali e coloro i quali si adoperano per la loro tutela.
Il 28 febbraio scorso, ad esempio, un gatto finiva gravemente ferito, investito da un’auto pirata, sotto gli occhi di alcuni atterriti cittadini tranesi, che, di fronte alla solita impossibilità della Polizia Locale e dell’ASL nell’intervenire, si rivolgevano all’associazione “Il Collarino Rosso” che, nel frattempo, si è sobbarcata, come in tutte le altre situazioni, e come tutte le altre associazioni di volontariato, di tutti gli oneri relativi al primo intervento, al successivo intervento chirurgico, e quelli relativi alla convalescenza dell’animale.
Qualche giorno fa il rifugio “Molla l’Osso” subiva l’ennesima azione da parte di alcuni vandali che, introdottisi all’interno di quella proprietà privata, violandone gli accessi, creavano ingenti danni materiali e, cosa assai grave, un vero e proprio massacro di gatti e cani.
Lo scorso sabato, sempre nella nostra Trani, e secondo la testimonianza di Irene Carbonara, presidente della già citata ass. “Il Collarino Rosso”, veniva lanciata giù dal balcone una gatta dell’età di circa dieci mesi, che riportava fortunatamente solo qualche ferita. E ancora, senza trascurare la notizia del furto all’interno del canile comunale, “Rifugio San Francesco”, l’altro giorno, a danno di due cani del “Quartiere Stadio-Alberolongo, venivano sottratte impunemente le loro cucce e, secondo la testimonianza di alcuni cittadini, si era anche tentato di allontanarli in malo modo, spingendoli verso la trafficata arteria stradale, perché finissero sotto le ruote di qualche auto in corsa.
Va riconosciuto, intanto, che rispetto a qualche anno fa tanto si è fatto a livello legislativo ma, ahimè, come spesso accade nella nostra Penisola, ci si è dimenticati di emanare decreti attuativi, distribuire organicamente oneri e competenze, di creare infrastrutture, reclutare personale specializzato, e imporre alle Amministrazioni Locali il prevedere, tra le poste in bilancio, maggiori risorse da investire in tale direzione.
Nel frattempo, mentre l’eco delle associazioni animaliste s’infrange su un muro di gomma, spero di non dovere nuovamente intervenire con un lungo e triste elenco di truci eventi perpetrati a danno dei nostri amici animali.
Domenico Valente
__________
(n.a.) All’amico Domenico ci permettiamo di chiarire che la dichiarata «impossibilità d’intervento» non dovrebbe definirsi «solita». Infatti, fino al 31 gennaio la Polizia locale aveva nel Corpo un’agente pronta a garantire presenza e sostegno delle istituzioni nei sempre più numerosi casi riguardanti il randagismo e le colonie feline. Tale professionalità non vi lavora più, alla pari di altri quindici agenti a tempo determinato, fermi ormai dal 1mo gennaio. I rappresentanti delle associazioni animaliste, a vario titolo, hanno lamentato questa lacuna che, nonostante gli sforzi, pare non sia stata in alcun modo colmata. Ma le manifestazioni di solidarietà non cambieranno, forse, una storia già scritta.
