Negli ultimi giorni la stampa ne parla in tutto il Paese. Infatti, secondo il parere del Ministero delle Infrastrutture, la sanzione comminata per il grattino del parcheggio scaduto sarebbe illegittima, perché, nella fattispecie, si configurerebbe una violazione contrattuale e non un illecito amministrativo secondo il Codice della strada. In cambio, andrebbe pagato il sovrapprezzo per il tempo eccedente di servizio irregolarmente goduto.
Ciononostante, per la sosta a pagamento in città, per il momento, non dovrebbe cambiare nulla, almeno fino a nuova comunicazione, rispetto a quello che finora si è fatto. Peraltro, un’eventuale comunicazione formale dovrebbe arrivare all'ex municipalizzata di piazza Plebiscito dalla Polizia locale e, finora, sul tavolo dell’amministratore delegato, Maurizio Di Pantaleo, atti di questo tipo non sono ancora pervenuti.
Pertanto, gli automobilisti che risultino sprovvisti di titoli di viaggio, ovvero lascino il veicolo parcheggiato oltre l'orario indicato dal grattino, dovranno continuare a pagare una sanzione ai sensi dell'articolo 7 del Codice della strada, da liquidare presso gli uffici preposti entro cinque giorni dalla contestazione.
Tale pratica, allo stato, sta fruttando al Comune di Trani l’incasso immediato del 70 per cento dei crediti vantati. La parte restante diventa oggetto di contestazioni, la maggior parte delle quali, peraltro, si risolvono in favore dell'ente.
Peraltro, i veri problemi in casa Amet sono altri e riguardano la sostituzione del tradizionale grattino con i tagliandi rilasciati dai parcometri, per l’entrata in esercizio dei quali l’emanazione della relativa gara d’appalto è ancora in grave ritardo.
Alla fine dello scorso anno l'assessore al ramo, Giuseppe Di Marzio, aveva ufficialmente dichiarato che, se l'azienda non si fosse adoperata per emanare il bando, il Comune avrebbe revocato il servizio: da allora, peraltro, non sembra sia accaduto nulla, né in un senso, né nell'altro.
