Un tempo erano soltanto le locandine di qualche evento da ballo in discoteca, oggi sono i colori anonimi di incivili che ritraggono "maschi" (scimmiottando la celebre canzone della Nannini che li osservava sui metrò), nomi, date, acronimi e insulti.
Dopo la denuncia sul nostro giornale cartaceo della scarsa attenzione alle tavole di piazza Longobardi prese di mira da furti e danneggiamenti, puntiamo il mirino su un altro monumento alla nostra storia che diviene soltanto una bacheca dell'inviciltà e non momento o luogo di orgoglio per la nostra storia marittima. L'unico mare che si nota dalle foto è quello di urine nella parte "retrostante" il bronzo restaurato e riposizionato soltanto lo scorso 30 luglio 2013.
La domande che pone il lettore la giriamo a tutti gli utenti del sito e agli amministratori: come evitare che i ragazzi si accampino lì o facciamo di quel luogo questo scempio?
Le foto sono di un utente del nostro servizio Whatsapp: 373.8770256.
