Schubert e Brahms nella prima parte, Ravel nella seconda. A ciascuno il "suo" quartetto d'archi, ma, comune denominatore, di ciascuno un unico interprete: il Quartetto d'archi del Teatro alla Scala di Milano, in scena all'Impero per la loro serata pugliese di un tour che li sta portando nei principali teatri ed auditorium italiani ed esteri.
Davanti ad un pubblico discretamente numeroso e piacevolmente coinvolto, la formazione del massimo teatro lirico italiano ha deliziato la platea con esecuzioni pressoché impeccabili per ritmo, armonia ed affiatamento.
Un ascolto facilitato dall'assenza totale di strumenti di amplificazione, che ha favorito una più fedele percezione del suono reale di legni pregiati: basti pensare che il violoncello andato in scena risale al 17mo secolo.
Presentati dal Maestro Alfonso Mastrapasqua, che ne è il direttore artistico per conto del circolo mAcli di Trani i quattro archi milanesi hanno rappresentato il valore aggiunto della sezione concertistica della Stagione artistica 2013-2014 di Comune di Trani e Teatro pubblico pugliese.
E fa specie averne visto il principale promotore, Salvatore Nardò, seguire il concerto da semplice spettatore, insolitamente rilassato e sorridente, a poche ore di distanza dalle sue inattese, ma coraggiose dimissioni da assessore alla cultura e, quindi, al ramo: lui il seme l'ha gettato, qualcun altro lo raccoglierà?
