Portare il teatro in carcere, per offrire ai reclusi un momento di svago e riflessione nella consapevolezza che la cultura sia sempre propedeutica a chi percorre la via della riabilitazione. Questo il senso dello spettacolo, firmato dalla compagnia «Reattore», di Bari, che andrà in scena questa mattina, nella casa di reclusione femminile, e questa sera al Museo diocesano (posto unico 10 euro, con parte del ricavato devoluto all’opera caritatevole di don Riccardo Agresti).
«Franco Califano. Un bastardo venuto dal sud» è stato presentato ieri mattina nel palazzo di città. La rappresentazione ripercorre la vita avventurosa di un autore, Franco Califano, capace anche di salire fino alle stelle per poi cadere nel buio e nel silenzio di quattro mura, quelle del carcere.
La regia dello spettacolo è affidata a Pietro Genuardi (attore di lungo corso di film e fiction, conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Ivan Bettini nella soap “Cento vetrine”). In scena Fabio Cursio Giacobbe (attore protagonista), Marco Contardi (al piano), Carla Bavaro (voce), Mauro Milano (attore).
«Questa iniziativa – ha detto il sindaco, Luigi Riserbato - è un’ulteriore tappa di un percorso di legalità avviato a Trani il 13 dicembre scorso con la cerimonia di intitolazione della palazzina confiscata alla mafia a Paolo Borsellino. Un cammino che ci vedrà protagonisti di altre iniziative nei prossimi mesi».
«Crediamo fortemente nel recupero degli utenti delle strutture carcerarie – ha detto il procuratore, Carlo Maria Capristo –, e siamo convinti che queste manifestazioni ci aiutino ad offrire ai reclusi una possibilità di vera riflessione. Califano incarna il prototipo di un uomo che è scivolato spesso verso il crimine, ma ha saputo ogni volta rialzarsi. L’idea che, attraverso l’impegno, si ottenga un’altra possibilità di vita, è il messaggio forte che verrà lanciato dal carcere di Trani».
