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Aumenti alla darsena di Trani, i diportisti protestano: «Colpite solo le barche piccole, ed i servizi scarseggiano»

I mugugni sono diventati proteste e potrebbero, presto, sfociare in ricorsi. Nel porto di Trani tira aria di burrasca, con riferimento agli aumenti disposti dalla giunta per l'attracco delle imbarcazioni alla darsena comunale. Infatti, nel provvedimento collegato al bilancio di previsione annuale e pluriennale del Comune, si sono fissati rincari dei prezzi, e soprattutto, in maggiore percentuale, per le imbarcazioni più piccole.

Da qui le proteste dei diportisti e, in particolare, dell’associazione «Porto di Trani», alcuni esponenti della quale si sono recati dall'assessore al ramo, nonché vice sindaco, Giuseppe Di Marzio per manifestargli il loro disappunto in merito ai provvedimenti assunti, di cui la Gazzetta aveva riferito nei gironi scorsi.

Secondo il presidente del sodalizio, Lello Borraccino, «la fascia di diportisti più penalizzata è proprio quella più ampia, la nostra, vale a dire impiegati e piccoli professionisti che possono permettersi un’imbarcazione altrettanto piccola, ma per i quali le spese, in media, sono nettamente maggiori di chi invece possiede autentici beni di lusso».

Quello che l'associazione lamenta è che la darsena sia tuttora al centro di un problema di presunta, cattiva gestione, con la separazione tra la manutenzione dello scalo, che è a cura del Comune, e l'assistenza ai diportisti, che invece viene gestita da Amet.

Ai suoi interlocutori, Di Marzio ha risposto che gli aumenti in questo momento sono inevitabili nella misura in cui si registra una perdita intorno ai 200mila euro l'anno, ma, di fronte a tale affermazione gli utenti della darsena si sentono quasi beffati: «Fino a prova contraria – riprende Borraccino -, un porto turistico come quello di Trani dovrebbe essere un fiore all’occhiello, una risorsa, una fonte d’incassi e non un moltiplicatore di passivi. Ma se questo accade, è anche perché da troppo tempo, ormai, nessuno sembra porsi il problema di una reale, nuova programmazione della darsena comunale, che si trascina problemi atavici e mai risolti, fra progetti sorti e tramontati senza colpo ferire, come “Italia navigando”».

E, così, oggi ci sono pontili vecchi a fare da appendice ad un’insenatura che è, pure, scarsamente praticabile e quasi per nulla a norma, tanto che un diversamente abile, per accedervi, dovrebbe entrarvi dalla Lega navale e non avrebbe neanche tutte le strutture fruibili.

Per non parlare della situazione, veramente paradossale, della piattaforma galleggiante, ex ristorante, ex sede di mostre, ed oggi ridotta ad una via di mezzo fra un deposito di ferri vecchi ed un rudere che deturpa il porto e sottrae spazio ad altri eventuali pontili, con i quali accogliere altre barche e, dunque, determinare un abbassamento dei prezzi.

Non meno significativo il fatto che, alla Lega navale, un attracco costi quasi la metà, e questo, dunque, insieme con tanti altri elementi, rappresenta il motivo per cui, molto probabilmente, partirà a breve un ricorso per impugnare gli aumenti disposti dalla giunta comunale.


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