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FOTO. Trani solidale, presso il Museo Diocesano va in scena la vita di Califano: "Un bastardo venuto dal Sud"

Ad una settimana dall’anniversario della morte di Franco Califano, la compagnia ReATTORE porta in scena nella mattinata di sabato presso la casa circondariale maschile ed in serata presso il Museo Diocesano di Trani lo spettacolo “Un bastardo venuto dal Sud”.

Uno spettacolo che nasce con l’idea di ripercorrere la vita di Califano insistendo sul concetto fondamentale della seconda possibilità, quella seconda possibilità alla quale l’autore nel corso della sua vita non ha mai rinunciato. Per due volte in carcere, poi rilasciato perché il fatto non sussisteva, ha avuto sempre la forza di rialzarsi, ha inciso addirittura un disco durante gli arresti domiciliari e il titolo non è un caso: Impronte digitali.

Non un semplice spettacolo, quello che vede alla regia Pietro Genuardi e in scena Fabio Cursio Giacobbe, ma un percorso poetico e musicale. Gli aneddoti noti e meno noti del Califfo raccontati a regola d’arte dall’attore e quei testi pieni di ricerca costante della libertà, di sentimenti e di vita vissuta sono interpretati dalla voce di Carla Bavaro accompagnata al piano dal maestro Marco Contardi.

Sul palco un pianoforte, un tavolo per ricreare la scena di un bar e niente più, in quell’ora e 40 minuti di spettacolo, musica, canto e parole sono sufficienti quegli elementi. I migliori successi di Califano sono presentati e poi interpretati uno dopo l’altro in un vortice di emozioni contrastanti: Tac, Minuetto, La mia Libertà, Io nun piango, Un tempo piccolo, Un’estate fa, Tutto il resto è noia e tanti altri.

Un amarcord per i meno giovani e una scoperta per chi non conosceva neanche la metà di quello che in realtà l’autore ha composto. Uno spettacolo che tra musica, cultura e sorrisi riesce a farti riflettere su temi semplici ma profondi: amore, libertà e forza di affrontare le difficoltà. Una cosa è certa: lui, il poeta maledetto per ben due volte è caduto, per ben due volte si è rialzato perché bisogna sempre darsi una seconda possibilità. Ed è questo il filo rosso sul quale lo spettacolo è costruito. Rialzarsi sempre, cercare quella seconda chance durante la vita.

L’intento dello spettacolo soprattutto all’interno degli istituti penitenziari è stato quello di regalare un momento di svago e uno spiraglio di speranza ai detenuti che hanno ormai quella consapevolezza rassegnata di non avere una seconda opportunità, perché c’è sempre e Franco Califano ne è un esempio. Parte del ricavato sarà devoluto all’opera caritatevole di Don Riccardo Agresti, Parroco di S. Maria Addolorata alle Croci di Andria. Tutto il resto è noia.

Stefania Palumbo

foto Domenico Lorusso


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