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Dalle «pietre» ai «colori», dalla Toscana alla Lombardia, i vini top d'Italia continuano a mettersi in vetrina a Trani

Mentre da Trani le aziende vinicole più importanti si affacciano sempre meglio sul mercato italiano ed internazionale, le cantine più rinomate del nostro paese fanno a gara per venire a presentare il meglio dei loro prodotti nella nostra città.

Ancora una volta, il luogo di riferimento principe è la chiesa trecentesca sconsacrata di Sant'Antuono, dove ha sede il ristorante «Le lampare al fortino», nelle cui mura in pietra ha avuto luogo, anche quest'anno, «La cena delle pietre», tradizionale evento che mette in risalto la migliore tradizione enologica abbinata ad una sempre più ricercata gastronomia che esalti il prodotto locale sotto tutti gli aspetti.

Nei giorni scorsi s’è rinnovato il binomio tra il vino «Petra» e le pietre dello storico edificio romanico, in una serata che ha esaltato, ovviamente, sia il vino sia il menu, presentato da Antonio Del Curatolo e preparato dallo chef Giovanni Lorusso.

Giuseppe D'Alessandro, enologo di «Petra», e Sergio Marchetti, brand manager delle stesse cantine, hanno promosso il vino top della gamma «Petra» in una cosiddetta «verticale», tutta all'insegna del rosso, che rappresenta la storia dell'azienda e del territorio da cui proviene, la Toscana.

Per l'occasione si è scelto un percorso a ritroso, partendo dal 2010 e poi scendendo al 2008, 2006 e 2000, in abbinamento con i piatti preparati da binomio Del Curatolo-Lorusso. Dal vino «bambino» a quello più maturo, sensazioni e sapori che hanno posto in risalto un prodotto di grande appeal. «Serate di questo tipo - confessa Marchetti - sono veramente rare per noi. Vi partecipiamo quando siamo certi di avere un riscontro sia presso la clientela della serata, sia presso il locale che, a sua volta, ci fa da cassa di risonanza. L’azienda è relativamente giovane, ma molto forte sul mercato, anche estero».

La forza di questo vino è legata, come il nome suggerisce, alle pietre, vale a dire «alla base del terreno su cui nascono i nostri vitigni – spiega a sua volta D’Alessandro -. Le colline metallifere toscane hanno un sottosuolo ricco di minerali, che fa la differenza nel sapore che questo vino poi assume».

La qualità che lo contraddistingue rispetto ad altri è la grande piacevolezza nell’avvertire i sentori minerali e balsamici, e tutto questo si è esaltato con un menù completamente di mare, basato su tradizione ed innovazione allo stesso tempo. Ma non è questo l'unico appuntamento importante mirato alla valorizzazione dell’enogastronomia pugliese e non.

Venerdì prossimo 28 marzo, infatti, ne arriva un altro non meno significativo, «La cena dei colori». Questa volta, sarà ospite l’azienda bresciana «Bellavista», con le uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco, amalgamate e servite in bottiglie silenziosamente particolari dando vita ad Alma Cuve’e Brut, al Brut 2008, al Satèn 2009, al Rosè 2009, al Pas Opere 2007 e al Vittorio Moretti 2006.

Durante la serata verranno degustate le varie annate dal 2006 al 2009, con la presenza del dottor Barbato, del gruppo Terra Moretti, cui sarà affidato il compito di illustrare la filosofia da cui nascono questi vini e raccontare le peculiarità del territorio che li rendono suggestivi. Anche in questo caso, un menu completamente di mare esalterà profumi e colori delle nuove bollicine.


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