Durante le campagne elettorali spesso, tra i programmi delle coalizioni e dei partiti che ambiscono a governare la città, si da ampio spazio alla cultura e al turismo culturale.
Tutti questi buoni propostiti, però, si scontrano con ciò che effettivamente si realizza: poca importanza agli eventi culturali e tagli in bilancio.
In questo senso anche noi, partiti di opposizione, abbiamo la nostra parte di responsabilità: si fanno tagli alla cultura e nessuno dice niente. Un assessore si dimette e tutti tacciono.
Credo che bene ha fatto l’assessore Nardò a rimettere nelle mani del sindaco le deleghe a lui affidate “cultura, turismo culturale, biblioteca e rapporti con le associazioni” nonostante, senza spendere in maniera esagerata, abbia sempre presentato alla città eventi di alto spessore, concerti sublimi, opere teatrali ricche di emozioni, senza dimenticare talenti giovani e non del nostro territorio.
Con la storia che Trani può vantare, le bellezze artistiche ed architettoniche che possiede potrebbe essere annoverata senza dubbio tra le capitali della cultura. Ma, come spesso ci siamo detti, queste cose, da sole non bastano.
A ciò che Trani ha di suo va aggiunta una corretta politica dell’accoglienza.
Pochi sono, infatti, i servizi che ruotano attorno a questo importante settore della nostra città capaci di attrarre intenditori culturali attivi e passivi (parcheggi bus e camper, vigili urbani, punti informativi, servizio taxi).
Mancano un luoghi idonei ad accogliere mostre, conferenze, opere teatrali, concerti. A tal proposito, ritengo ancora valida la mia proposta di convertire l’edificio destinato a Mercato Ortofrutticolo sito in Via Andria in una “Cittadella della Gioventù” da affidare alle associazioni presenti in città affinché si possa dare l’opportunità a molti di coltivare il proprio talento.
Mancano anche opportunità di permanenza a Trani.
Manca, per esempio, una fascia intermedia di strutture ricettive, si passa dai B&B a costosi e lussuosi alberghi. Molte sono, infatti, le famiglie di medio-reddito che sono costrette ad alloggiare nelle città limitrofe e vengono a Trani solo per visitare il Castello e la Cattedrale.
Spesso i turisti, se non appartengo a gite organizzate, sono lasciati soli non sapendo dove rivolgersi e a chi rivolgersi per sapere dove parcheggiare, come si fa a raggiungere la cattedrale, dove si trova questo o quel locale o albergo.
Molto altro si potrebbe dire ed in maniera molto più organica. Qui ho voluto solo sottolineare che non si può parlare di turismo prescindendo da questi servizi basilari i quali, già nella loro semplicità, creano occupazione e sviluppo, per questo ritengo importante e chiedo che l’amministrazione riveda la sua decisione di non inserire in bilancio importanti somme per il rilancio della Biblioteca, del Centro Storico, di Palazzo Beltrani, del Monastero di Colonna, del quartiere ottocentesco, per l’accoglienza e l’accompagnamento del turista dal suo arrivo alla sua partenza.
Se si torna a finanziare questo importante settore della nostra città, recuperando progetti dimenticati negli uffici comunali (ad esempio il progetto del teatro Comunale), agevolando ed incoraggiando piccoli artigiani si restituisce fiducia a questo settore e Trani si concede una possibilità di uscita dalla crisi che coinvolge giovani e meno giovani.
Solo se si fanno questi “lavori preliminari” il Tif e il Trani a Go Go acquisiranno prestigio e saranno veramente efficaci nell’ottica del rilancio turistico tranese altrimenti saranno solo castelli nel deserto.
Vincenzo de Simola
Partito Democratico
