Dopo che ieri avevamo sollevato il caso delle criticità che sono tornate a registrarsi presso l’ufficio Cup dell’ospedale San Nicola Pellegrino, a seguito della sospensione del servizio di prenotazione delle prestazioni sanitarie nelle farmacia, la delegazione territoriale dell’Agev, associazione collegata con il Tribunale de diritti del malato, insorge a sua volta rappresentando i disagi, a loro dire sempre crescenti, che l’utenza sarebbe costretta a sopportare.
«Esprimiamo vibrata protesta per le condizioni con cui viene espletato il servizio Cup di presso il locale ospedale San Nicola Pellegrino», scrive il responsabile pro tempore dell’Agev, Francesca Micucci, confermando non soltanto i disagi post sospensione del servizio in farmacia, ma, anche rivelando un’altra circostanza.
Infatti, «da qualche tempo, è stata soppressa la postazione Cup, di recente e costosa ristrutturazione, posta presso il plesso dell’ex ospedale pediatrico di corso Imbriani che, unitamente a quella esistente presso il locale nosocomio, avrebbe dovuto garantire un servizio più celere ed adeguato alle esigenze della utenza. Peraltro – ribadisce Micucci – essendo venuto meno, dal 1mo marzo, il supporto offerto gratuitamente dalle farmacie locali, allo stato, dunque l’utenza si riversa presso l’ospedale di Trani, che garantisce, però, solo due unità lavorative, dal lunedì al venerdì (con due rientri pomeridiani, ndr), con una affluenza di utenza che supera le 400 richieste quotidiane».
I risultati di questo scenario, che la Gazzetta ieri ha abbozzato, vengono esplicitati dall’Agev: «Le condizioni di attesa sono ai limiti delle condizioni igieniche e del rispetto della persona – scrive Francesca Micucci -, senza contare che, buona parte, è costituita da anziani ed ammalati. Quotidianamente, sostano per ore circa sessanta persone per turnazione, non ci sono posti a sedere, lo spazio è insufficiente e il servizio Cup è posto nell’area di ingresso del nosocomio, ove transitano persone ed utenti che devono accedere ai reparti, ambulatori ed uffici».
Ebbene, sempre a detta dell’Agev, «lo spettacolo che si presenta, e che abbiamo constatato di persona, è pari ad un girone dantesco: cattivi odori, vociare assordante, decine di persone in piedi ed altrettante sul pavimento, pianti di infanti, persone spazientite che urlano e disabili che non godono di priorità, ovvero di uno sportello dedicato per carenza di personale. È assolutamente inaccettabile – commenta Micucci - che i cittadini, già penalizzati dalla ragione che li spinge presso quegli uffici, siano ulteriormente mortificati dalla indifferenza con cui si gestisce la loro salute ed il loro bisogno».
L’Agev, invitando Asl, Regione Puglia ed amministrazione comunale ad attivarsi per l’immediata soluzione del problema, annuncia anche, in mancanza, iniziative di sensibilizzazione e protesta a livello cittadino.
