Dal 1mo aprile si chiude, e non è un «pesce». Il sindacato Usppi esprime «sgomento e sconcerto», ma, al di là di come connotare gli stati d’animo, il problema, e non è il primo caso né sarà l’ultimo, ha margini di tempo troppo ristretti perché si trovi in tempo una soluzione. La questione riguarda la Residenza socio sanitaria assistenziale «Villa Dragonetti», presso la quale è in predicato di chiudere a partire da lunedì prossimo, 31 marzo, la struttura socio-sanitaria per pazienti psichiatrici.
Si tratta di settanta utenti, ma il problema investe anche i lavoratori della struttura, molti dei quali rischierebbero di andare a loro volta a casa. «La struttura è un’istituzione nel Comune di Trani e rappresenta un “sollievo” per i familiari degli utenti psichiatrici – riferisce Nicola Brescia, segretario generale dell’Usppi -, che rappresentano le loro angosce per una continuità assistenziale che così verrà negata ai loro parenti. Non meno preoccupazione nutriamo nei confronti dei dipendenti, che verranno lesi da questa vicenda e che dobbiamo salvaguardare: anche loro hanno famiglie e necessitano di non perdere il proprio posto di lavoro».
In realtà, vi sarebbe ancora la possibilità di trovare una soluzione, ancorché tampone, nelle prossime ore, e l’interlocutore diventa l’Asl Bt. «Il direttore generale – scrive il segretari aziendale dell’Usspi, Lucia Paradiso - non può essere sordo a questo grido di allarme. Tutti devono metterci la giusta attenzione in un dialogo che si è protratto a lungo e non può chiudersi con questa drammaticità. Siamo pronti a protestare con tutte le famiglie dei lavoratori se non riusciremo a sanare questa situazione e salvare la struttura. Da tempo abbiamo chiesto un incontro sia all’Asl Bt, sia al legale rappresentante della struttura, per scongiurare altri licenziamenti per decine e decine di lavoratori. In mancanza di segnali concreti – fa sapere Paradiso - attiveremo ogni azione sindacale a tutela dei lavoratori, con azioni di protesta dinanzi alla sede di Villa Dragonetti».
