Un pezzo di cavo di rame, che al mercato nero non frutterà più di 5 euro, per un danno da quasi 1000 euro. La storia si ripete con sempre maggiore frequenza e, probabilmente, c'è una banda specializzata, si fa per dire, nel rubare ovunque capiti, soprattutto fuori città.
L’ultimo furto è avvenuto in contrada Torricella nei pressi della cabina elettrica di Amet Spa denominata «Capricciosa». I ladri, non potendo accedere all'interno del manufatto, hanno scavato nel terreno e, non riuscendo a sfilare il cavo interrato, si sono accontentati di tagliarne un pezzo concentrico, di non più di un metro, sfidando anche il pericolo perché il cavo era in tensione ed avrebbero potuto restarne folgorati.
Il furto è avvenuto l’altra notte e, ieri mattina, gli operai dell’Amet hanno trovato la zona priva di fornitura: per fortuna, a risentirne, da quelle parti, non sono numerose utenza, ma servizi, a cominciare dai pozzi.
Ovviamente, adesso bisognerà ripristinare quanto danneggiato e, tra manodopera, nuova escavazione e giunture, l'intervento costerà, come si accennava, almeno 1000 euro.
Nonostante Amet abbia, ormai quasi ovunque, sostituito i cavi in rame con più economici ed ugualmente performanti cavi in alluminio, i furti proseguono. I ladri suppongono di trovare sempre materiale pregiato e di avere gioco facile.
In alcuni casi, come è accaduto in viale Germania nei giorni scorsi, si imbattono nei controlli delle forze dell'ordine e, se colti in flagrante, finisco per pagare con l’arresto le loro azioni. In altri, invece, riescono a farla franca e, purtroppo, questo determina un danno al servizio ed alle casse, già non floride, dell'azienda che distribuisce la corrente elettrica nel territorio comunale.
Il gioco, ormai non vale la candela, ma è difficile che i malviventi se ne facciano una ragione: a pagarne le conseguenze, con un aggravio dei costi, alla fine sono sempre e solo i cittadini.
