Gli agenti della Polizia locale e del Commissariato di pubblica sicurezza hanno rimosso ieri i sigilli sui box del complesso comunale denominato «Capannoni Ruggia», a suo tempo sede e capolinea delle linee extraurbane, saltuariamente utilizzato come area di park and ride.
Si presume, dunque, siano terminate le indagini della Procura di Trani in merito all’incidente dello scorso 24 febbraio. Quel giorno, all’interno di uno di quei box, un'auto, o forse solo il suo conducente dopo averla parcheggiata, cadde in una buca da officina, a suo tempo utilizzata per le riparazioni degli automezzi, ferendosi in maniera neanche lieve.
S’ignorano, tuttora, sia d'identità dell’occupante il veicolo, sia, soprattutto, a quale titolo si trovasse lì e come possedesse gli strumenti accedere a quel luogo, trattandosi di locali di proprietà pubblica.
L’indagine, però, avrebbe assunto una piega inattesa perché, nei box adiacenti, si sarebbero trovati altri veicoli parcheggiati senza averne titolo, e questi sarebbero riconducibili ad una società di Trani.
Giallo nel giallo, lo scorso 8 marzo furono violati i sigilli dell’ultima di quelle saracinesche, ma si trattava del vano caldaie, l’unico nel quale, di certo, non era rimesso alcun veicolo.
Nei giorni scorsi, poi, per meglio tutelare quanto ancora sotto sequestro, il dirigente dell’Ufficio tecnico dispose la riparazione urgente del cancello elettrico d’accesso all’intero immobile.
