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Amet Trani, nuovo stato di agitazione. I sindacati: «Cda incompetente, azienda allo sbando»

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ugl, e la Rappresentanza sindacale unitaria di Amet SpA hanno interrotto lo scorso 27 marzo le relazioni sindacali con l'azienda, ritenendo il Consiglio di amministrazione incompetente e non all'altezza della grave situazione che si sta proponendo in azienda e, pertanto, responsabile di scelte sbagliate e quantomeno limitate.

Allo stato non vi sono prospettive, non esiste un piano industriale di risanamento e ripresa, non c'è una guida ferma e determinata nella gestione dell'azienda, non c'è rispetto per i lavoratori e le organizzazioni sindacali che li rappresentano, ogni attività lavorativa è lasciata alla responsabilità e spirito di servizio ed abnegazione di chi lavora in azienda, vivendo alla giornata e senza concrete linee produttive di riferimento.

Nel richiamato incontro sindacale, le organizzazioni hanno ribadito e sottolineato con forte determinazione la preoccupante assenza di un interlocutore valido di una controparte in grado di gestire e che abbia finito poteri per farlo.

Le motivazioni della seconda proclamazione dello stato di agitazione sono così esplicitate:

inasprimento per le mancate relazioni sindacali, anche a causa dell’unilaterale decisione assunta dall’amministratore delegato, avvocato Maurizio di Pantaleo, nell'elargire ben sette livelli di categoria ad un nuovo dipendente assunto con sentenza del giudice del lavoro di primo grado e non impugnata;

gravi violazioni e pregiudizi di comportamento antisindacale, abitualmente tenuti dal Cda di Amet, che continua ad ignorare le numerose istanze sindacali;

disatteso impegno assunto dall’amministratore delegato di presentazione di un piano di riorganizzazione aziendale a tutt'oggi inesistente;

inesistenza di un piano industriale inerente un risanamento economico-finanziario ed il rilancio della società, nonché idoneo per il mantenimento della concessione ministeriale per Amet Spa;

assenza di consultazione dei capi ufficio per l'esame delle varie problematiche dei singoli reparti;

continua ed improvvida emissione di ripetuti ordini di servizio che continuano a modificare l'assetto dell'organizzazione aziendale, senza alcun progetto di riorganizzazione e con nomina di consulenti esterni nonostante le esistenti professionalità interne;

insufficiente determinazione e mancata presa di posizione nei confronti del Comune di Trani per la regolarizzazione dei contratti di servizio ed il pagamento dei corrispettivi per le attività espletate da Amet, nonostante i contratti ormai scaduti;

sistematica mancanza da parte dell'amministratore delegato in sedute sindacali di atti ufficiali su cui potersi confrontare, rinviando sistematicamente tutte le argomentazioni da trattare;

carenza di personale operaio e sua mancata integrazione, che ha raggiunto ormai livelli insostenibili per la garanzia nell'espletamento dei servizi;

assenza costante di piani di formazione del personale.

Le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria di Amet, riscontrata l'insufficienza di una politica aziendale seria e trasparente che, allo stato attuale, risponde solo ed esclusivamente ad esigenze di altra natura, il perdurare dello stato di crisi gestionale dell'azienda elettrica cittadina, nonché la scarsa attenzione manifestata dal socio unico - Comune di Trani - alla indicazione degli indirizzi di rilancio economico e industriale, a seguito del mandato dell'Assemblea dei lavoratori tenutasi il 4 aprile 2014, proclamano l'immediato stato di agitazione del personale di Amet Spa, chiedendo nel contempo la formale attivazione delle relative procedure entro i termini di legge.

Filctem-Cgil – Flai-Cisl – Ugl-Energia – Rsu Amet Spa (riferimento, Francesco Di Toma)

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