Strepitoso successo della kermesse di sabato scorso, 12 aprile, organizzata dall’Ass. culturale “Piazza 2.0”, nello stupendo scenario del Museo Diocesano di Trani, uno dei “fiori all’occhiello” della nostra città, che, oltre ad ospitare reperti di alto valore storico e artistico, si distingue per essere un interessante “contenitore” di eventi e promozione culturale.
Agognata dagli organizzatori, ma quasi inaspettata, l’affluenza di pubblico, che ha gremito ogni angolo della sala conferenze, coinvolto in un sapiente, e ben articolato, succedersi di momenti di forte impatto emozionale.
La serata, presentata dallo scrittore Domenico Valente, prestatosi per l’occasione nelle vesti di “trascinatore”, e aperta con una bellissima esecuzione musicale del maestro Alfonso Mastrapasqua (primo violino dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI), è stata arricchita dall’intervento del presidente dell’associazione “Piazza 2.0”, dott.ssa Lucia de Mari, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, da quello di Luigi (Gianfranco) Giusto, promotore e ideatore dell’associazione, dal saluto del Primo Cittadino, Luigi Nicola Riserbato, e dall’intervento del maestro Dario Agrimi, artista e curatore di mostre ed eventi.
A suggellare quanto enunciato dalla dott.ssa de Mari, avvalorato dalle parole di Luigi (Gianfranco) Giusto, in un perfetto connubio d’intenti, la centralità della serata, in un ideale “ponte” tra le vecchie e le nuove generazioni, è stata affidata, puntando a valorizzare le eccellenze del territorio, alla mostra “Espressioni di Vita”, atta a celebrare le opere dell’artista tranese Riccardo Ferrante, già vincitore del premio internazionale “Colliii Awards 2013”, il quale, annuncia oggi, confermando le sue grandi potenzialità, di avere appena ricevuto la notizia di risultare il vincitore, nella categoria “advanced”, del concorso realizzato dall’International Art Doll Registry, con un’opera dedicata al Natale (Babbo Natale con elfo), anch’essa visibile, quest’oggi, nella mostra godibile nelle ore di apertura al pubblico del Museo Diocesano.
Se le premesse sono queste, come si suol dire, “chi ben comincia è già a metà dell’opera”.
