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Trani, tra «Marechiaro» e «Mongelli» il bilancio è pesante: oltre due milioni e mezzo quasi tutti buttati al vento

Due lidi, con meno di dieci anni di vita, entrambi finiti nel più profondo degrado. Costarono, complessivamente, due milioni e mezzo, di cui un milione e mezzo per il lido Marechiaro ed uno per il lungomare Mongelli. In quel caso, tuttavia, bisogna anche tenere conto delle spese annuali per ripascere una sabbia che, ormai, non c'è più.

Al Lido Mongelli non solo vi è più neanche un granello di sabbia, ma pure il rivestimento in ciottoli è pressoché scomparso, mettendo a nudo ciò che c'era prima dei lavori terminati nel 2006 e diretti dall’ingegner di Bartolomeo. Quella spiaggia, all'epoca, sembrava avveniristica, ma lo stesso progettista aveva raccomandato che il sito si sottoponesse ad una costante manutenzione che, invece, non c'è più stata.

Non esistono più gli alloggiamenti dei fari, sono quasi scomparse, distrutte dai falò, le staccionate che davano un tono a tutto il luogo, non c'è più neanche la catena che delimita l'area pedonale sovrastante il Lido: ormai anche le auto ci passano senza incontrare ostacolo alcuno.

L’anno scorso una cooperativa ripulì tutti i muri bianchi da scritte che, puntualmente, sono ricomparse. L’erbaccia ha preso il posto della sabbia, i rifiuti completano l'opera ed in mezzo al verde spiccano ancora di più, non esistono più le piante rampicanti tra le fessure del muraglione, non esiste più il tubo che avrebbe convogliato l'acqua da monte verso mare.

Non diversamente si può parlare a proposito del Lido Marechiaro, dov'é non c'è più nulla della fiorente struttura gestita per qualche anno da una società scomparsa insieme con il suo rappresentante legale, ormai trasferitosi negli Stati Uniti lasciando il Comune con un «mare» di crediti che non potrà, forse, più esigere da alcuno.

I decreti ingiuntivi non sono mai stati impugnati, il lido non è mai stato più curato. Anche in questo caso il lavoro condotto dall’’Ufficio tecnico, in esecuzione del progetto dell’architetto Esther Tattoli e del geometra Rino Ferrante, si è perso completamente. Non soltanto non c'è più qualcuno che gestisca il sito, ma ben presto, s’è perso anche chi lo custodisca. E, così, anche qui tutto quello che era sotto traccia non esiste più: né i fari, né le prese elettriche, né le predisposizioni.

All'inizio dell'estate 2012, quando si insediò il sindaco Riserbato, furono rimosse strutture mobili ormai pericolose, ma anche quelle che all'epoca parvero ancora sane, come le pedane che conducono in mare, oggi sono foriere di nocumento per l'incolumità pubblica, rotte come sono in più punti e pericolose, quindi, per chi dovesse metterci piede.

Ci sono anche i sostegni scoperti della pedana che avrebbe dovuto continuare a condurre i diversamente abili in mare, o, in ogni caso, facilitare la discesa in acqua dei cittadini: non c'è più nulla.

Quest'anno, forse, Trani potrà godere di un mare pulito, ma vedere due strutture abbandonate in questo modo, non aiuta granché. 


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