«Un commissario per verificare tutte le anomalie ed eventuali illeciti gestionali». Lo chiedono le segreterie aziendali di Cgil, Cisl ed Ugl di Amet Spa, all'esito dell'incontro tenutosi stamani, in Prefettura, «per addivenire ad un tentativo di raffreddamento e conciliazione» in merito allo stato di agitazione indetto dalle stesse sigle sindacali.
«L’assenza del Consiglio di amministrazione di Amet - si legge in una nota - ha determinato sin da subito l'esito negativo dell'incontro, e manifestato il disinteresse alla risoluzione delle diverse problematiche da noi denunciate da tempo. Riteniamo opportuno ed indispensabile - si legge ancora - che l’Amet abbia bisogno di linfa nuova ed occorra passare al setaccio gli atti delle varie ed ultime gestioni, che l'hanno depauperata ed affossata, anche finanziariamente. Seguiranno altre comunicazioni in merito alle azioni da intraprendere – concludono i sindacati -, confermando lo stato di agitazione a tempo indeterminato».
In tempi brevi, invece, il sindaco, Gigi Riserbato, in qualità di rappresentante del socio unico di Amet, il Comune di Trani, dovrebbe procedere alle nomine per integrare il Consiglio di amministrazione, rimasto con due soli componenti, vale a dire l'amministratore delegato, Maurizio di Pantaleo, ed il consigliere, Maria Tritta.
Al momento, sembra molto probabile che il primo cittadino si limiti alla nomina del dottor Nicola Pappolla, già assessore comunale al bilancio e presidente del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Trani, quale presidente del Consiglio d’amministrazione. Basterebbe la sua presenza per tornare a determinare la validità del Cda stesso e, dunque, evitare non soltanto che la gestione dell'azienda resti nelle mani del Collegio sindacale, ma anche, e soprattutto, il commissariamento invocato dai sindacati.
