«Lo stipendio netto dell'amministratore delegato dell’Amiu è di 1549 euro per dodici mensilità. Complessivamente, il sottoscritto, che ricopre tale incarico pro tempore, guadagna meno di un operatore ecologico della stessa azienda, che percepisce 1400 euro per 15 mensilità, comprendendo il premio di produzione. La differenza è che le responsabilità sono ben diverse, considerando il tipo di azienda da dirigere».
A parlare è Antonello Ruggiero al vertice dell’ex municipalizzata dei servizi ambientali, che fattura 12 milioni di euro e ha cento dipendenti. Un'azienda interamente pubblica ed interamente partecipata dal Comune di Trani, il cui sindaco, Gigi Riserbato, vi nominò alla guida due anni fa lo stesso Ruggiero.
Le dichiarazioni dell'Au di Amiu sono in risposta all'intervento in cui, ieri, il Partito democratico locale, prendendo atto favorevolmente della dotazione di nuovi cestini portarifiuti in un quartiere della città (accordata da Amiu su richiesta di un esponente dello stesso partito, Vincenzo De Simola) sollevava una serie di quesiti e chiedeva le relative risposte.
Ruggiero prova a replicare punto sui punto: «La solvibilità di Amiu? I fornitori di questa azienda possono ritenersi, forse, i più fortunati d'Italia, perché vengono pagati mediamente entro trenta giorni. La gara per la captazione del biogas è stata aggiudicata (dopo una serie infinita di vicende, ndr) alla società Asia ambiente, con la quale attendiamo di stipulare l'atteso contratto. Nel frattempo – prosegue Ruggiero -, possiamo assicurare che il gas diffuso dalla discarica viene bruciato da 25 torce statiche, previste per legge e regolarmente collocate nell'impianto. Peraltro, ogni tre mesi, l'Arpa effettua i prelievi delle acque di captazione del sito».
«È vero, ci sono criticità, riceviamo numerosi controlli, ma questo è soprattutto legato al fatto che la discarica era stata progettata per ricevere 450 tonnellate di rifiuti giornalieri, e non 850, come avviene ormai da due anni, per effetto dell’ordinanza con cui la giunta regionale destina a Trani i rifiuti di diciotto comuni del sud barese».
«Il saldo contabile dell'azienda è positivo, abbiamo in cassa 1.600.000 euro “cash” ed i crediti che l'azienda vanta sono oggetto di decreti ingiuntivi emanati a carico delle aziende che, fino allo scorso anno, hanno incassato i corrispettivi della raccolta dei rifiuti in quei comuni, ma non ci hanno versato. Alla dell'anno abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Regione Puglia di farci pagare direttamente dai Comuni, pertanto adesso dobbiamo recuperare il pregresso».
«Il Pd – conclude Ruggiero – si mostri propositivo: i suoi consiglieri regionali, di maggioranza, si attivino perché il presidente Vendola interrompa gli effetti dell’ordinanza che, attraverso proroghe su proroghe, continua a destinare alla discarica di Trani i rifiuti di molti altri comuni, accorciandole la vita».
